Published On: mer, feb 2nd, 2011

POLITICA – Il parere di Marco Artusi, fondatore di Len Strategy, esperto di comunicazione politica

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di Lino Sasso

Marco Artusi è il fondatore della Len Strategy. L’azienda, nata una decina di anni fa, si occupa di strategia e comunicazione integrata. Politica, industria e commercio: diversi i lavori realizzati dalla società parmigiana che ha nel proprio curriculum diverse collaborazioni oltr’Oceano. Proprio all’America Artusi guarda con “invidia”: <<Negli Usa c’è un altro modo d’intendere la politica e, soprattutto, di comunicarla>>.

La sua azienda di cosa si occupa in particolare?

“La società che ho fondato e che amministro si occupa di strategia e comunicazione integrata on-line e off-line. Lavoriamo con aziende, istituzioni, movimenti e candidati politici a costruire la relazione con il proprio cliente o il consenso con l’elettorato”.

Qualche nome di politici o partiti che ha seguito direttamente?

“Vige il segreto professionale…”

Scandali e polemiche, questa l’immagine che sembra emergere della politica nazionale e locale, siamo a un punto di non ritorno o qualcosa può essere ancora salvato?

“Questi tipo di politica e questo uso distorto dei media non mi piace, preferirei ritornare a un sano confronto su contenuti e problemi reali dei cittadini”.

Dalla sua esperienza, i politici sanno ancora comunicare?

“Tra qualche mese uscirà un nuovo articolo e qualcosa di più corposo relativo alla comunicazione politica nel nostro paese, li potrò essere molto più chiaro. Di sicuro abbiamo molto da imparare, nello stile, nelle modalità e nella coerenza dialettica”.

Ha avuto diverse esperienze lavorative all’estero, specie negli Stati Uniti, può fare un paragone fra la politica italiana e quella oltre Oceano?

“La differenza più eclatante è che negli Stati Uniti l’opinione pubblica ha ancora la capacità d’indignarsi e incidere sulle decisioni politiche ma soprattutto gli americani hanno un senso di appartenenza alla propria nazione che a noi manca e ci penalizza”.

In questi anni ha curato diverse campagne di comunicazione a livello locale, a bocce ferme cosa emerge?

“Nulla di esaltante purtroppo, i partiti locali hanno ancora una visione molto provinciale senza avere la capacità di andare oltre. Le nuove tecnologie però ci stanno insegnando che i cittadini riescono ad aggregarsi più velocemente e meglio, si veda il fenomeno del termovalorizzatore a Parma. Questo per i movimenti politici tradizionali sarà difficile da gestire perché, come detto, ragionano ancora con vecchie logiche e non conoscono bene i fenomeni sociali che dietro la rete stanno nascendo”.

I politici usano bene i media e le nuove tecnologie?

“Dipende da chi e dove. In America e nei paesi anglosassoni direi di si, da noi manca ancora il riconoscimento di figure professionali che si occupino di questo aspetto e molti preferiscono affidarsi all’improvvisazione o a “rimedi casalinghi”. Alcuni esempi nazionali che a mio parere sono degni di essere citati perché sanno comunicare sono Vendola, Beppe Grillo, Luca Zaia, Roberto Formigoni e Vincenzo De Luca, anche se quest’ultimo ha perso”.

In uno degli ultimi consigli comunali l’ex sindaco Ubaldi ha attaccato il suo delfino Vignali: troppi soldi buttati per la comunicazione e la pubblicità del Comune, circa un milione e mezzo, soldi spesi bene o male?

“Da spettatore trovo che ci sia stata una dispersione di risorse dovuta probabilmente a una mancanza di organicità nella direzione, se a monte non c’è una visione chiara fin dal principio si rischia di aggiungere costi senza avere risultati”.

Quest’anno otto Comuni andranno al voto nel parmense pensa ci sarà un calo di affluenza alle urne?

“Di solito alle elezioni locali l’affluenza è sempre buona perché chi viene eletto è un rappresentante del posto e si vota la persona. In questi casi, specie nei piccoli comuni, la comunicazione è tipicamente porta a porta da questo si evince che l’uso delle nuove tecnologie possa portare poco valore aggiunto. Mentre in comuni più strutturati con problematiche più complesse come le grandi opere, interventi ambientali di grosso impatto che vanno oltre i confini stessi del comune o della provincia, Internet può essere un valido strumento di aggregazione e coinvolgimento, si veda a Parma il fenomeno del termovalizzatore”.

Da “spettatore” e non da addetto ai lavori, qual è il suo parere sulla costruzione del termovalorizzatore e la retromarcia sulla realizzazione della metro?

“Questa amministrazione quando ha iniziato a lavorare ha prospettato una visione molto precisa del futuro della città, i continui cambi di direzione hanno creato un certo disorientamento nell’elettore me compreso e questo ha portato i cittadini ad aggregarsi in modo autonomo in base alle varie problematiche da affrontare. Questo fenomeno si è notato nel caso del termovalorizzatore dove gruppi di cittadini e associazioni si sono aggregati per far valere un proprio diritto. Amministrare una città o una nazione significa avere una visione proiettata verso il futuro e la capacità di mantenere la rotta verso l’obiettivo. Ne è l’esempio la multa che il Comune dovrà pagare – in realtà la pagheremo noi cittadini – per la mancata costruzione del metrò”.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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