Published On: mar, mar 26th, 2013

Parmalat, Comune, banche: a pagare sono sempre gli stessi

di MARCELLO VALENTINO -

Parmalat

A Parma negli ultimi anni abbiamo avuto vari dottori che si sono alternati al capezzale di diversi ammalati. In primis abbiamo avuto Bondi che si è occupato del caso Parmalat e fino ad un certo punto ha fatto benissimo: fino ad un certo punto. Il primo errore è avvenuto quando si è trovato a fronteggiare lo scandalo delle banche, a mio parere uniche colpevoli del disastro Parmalat, non Tanzi, responsabile in quanto consapevole di quello che facevano. Anzi, lo facevano volontariamente, con la determinazione del guadagno speculativo. Quante hanno lucrato per anni sulla Parmalat? Ma di fronte alle banche americane la determinazione di Bondi si è arresa, fermata. Perché? Secondo errore. Perché vendere una società come la Parmalat totalmente risanata, con in pancia un flusso di liquidità enorme ad un’azienda francese quotata in Borsa ma in cattive acque, che  l’ha comprata solo per appropriarsi della grande liquidità che la Parmalat aveva in cassa? (vedi l’attuale intervento della magistratura sul cda guidato da Tatò).

Come andrà a finire non si sa. La Parmalat risanata poteva diventare la prima azienda di Stato, la portabandiera del made in Italy nel mondo. Se si sono sprecati 4 miliardi di euro per Monte dei Paschi di Siena perché non si poteva comprare la maggioranza della Parmalat? Mistero. O forse no, queste cose non ce le spiegherà mai nessuno. Merda, che imbrogli. E Grillo, Berlusconi, Monti, Bersani dov’erano? A fanculo? Altri dottori sono arrivati al capezzale del Comune di Parma martoriato dai debiti.  La Cancellieri prima, Ciclosi dopo, perché la Cancellieri è stata chiamata da Monti… A fare cosa?  A rinnovare un contratto da 11 milioni di euro alla telecom per i braccialetti elettronici per i detenuti invisibili ( e stipendio molto più alto). Ciclosi, rimasto solo, cosa ha fatto fino all’arrivo di Pizzarotti per il debito e le partecipate ecc ecc.? Un c…, un bel c… ma andandosene ha portato via il suo bel gruzzoletto, perché; questa gente non è in grado di fare nulla se non quello di incassare un lauto stipendio. Perché dove c’è un debito e viene incaricato un commissario, come minimo questo dovrebbe convocare un tavolo con le banche, analizzare come si è formato questo debito ed intavolare una trattativa seria con esse, o trovare il bandolo della matassa che non è né più né meno che trattare su tutti i fronti con minacce di querela. Non ultimo sugli interessi, certamente molto alti che il Comune per anni ha continuato a pagare alle banche.

Ma se minacci le banche chi ti paga lo stipendio? Tutta l’Italia e l’Europa si trovano ad avere un debito enorme per gli interessi troppo alti, interessi che sono il cancro del debito. Se si abbassassero gli interessi a livello del costo del denaro che eroga la Bce piu’  l’1%, tutti, dico tutti, avrebbero un decimo del debito. Questa è la cecità dei governi e dei politici ostaggi delle banche intermediarie che strangolano speculando sui soldi prestategli dalla BCE e che a loro volta prestano a strozzo: è come avere un mostro in casa che ti divora giorno per giorno. E veniamo ad oggi. Vince Pizzarotti, fedele o no di Grillo, o semplicemente un altro furbo che subito sembrava si volesse staccare e fare la differenza con l’incarico a Tavolazzi, così da far vedere di che pasta era fatto. Poi una repentina marcia indietro perché Grillo ha posto il veto a Tavolazzi dicendo “quello è un espulso”: espulso da cosa? (dal Movimento 5 Stelle dal quale verranno espulsi altri nomi eccellenti: Favia, Salsi, ecc…). Allora Pizzarotti, coniglio, topo, o servo del padrone, non so cosa gli si addice di più, fa marcia indietro e dice: “obbedisco perché se non obbedisco sto fuori” (e da quel momento tutto è in stallo). Grillo pretende che Pizzarotti si iscriva ad un corso accelerato di grillismo, un master dove perfezionare la dottrina del capo che dice semplicemente: voi tutti fate solo quello che vi dico io, se no siete fuori (questa è la vera democrazia grillina). Ed oggi ci troviamo qui, ed il debito pure, forse anche aumentato, ma chi ce lo dice?

Dov’è la trasparenza?  La si professa solo in tv anche se dicono che non ci vanno mai, Ferraguti li hai mai visti? O sei troppo intento a cambiarti la cravatta? In Comune si possono vedere i conti? No. Ma si possono immaginare. Se un anno fa erano, occhio e croce, 850milioni, come minimo con gli interessi sono aumentati di un po’. Avete contattato le banche? Cosa c’era di più urgente da fare? Gli scec? I commercianti mangeranno con gli scec? Fermare l’inceneritore? Piazzare un po’ di amici? O farsi delle seghe a go go? Parma è avvolta, come sempre è stata avvolta, da una fitta nebbia. E prima di vedere un cambiamento, un vero cambiamento che io mi auguro fortemente per essere smentito seccamente e fare anche una bella figura da pirla, me lo auguro e lo auguro anche a tutti i parmigiani. Ma ahimè, gli asini non voleranno mai, perché la politica da quando è nata è solo  un costo per i cittadini, un costo ormai insostenibile per tutti, anche dalle banche che continuano a fallire. Ne vedremo delle belle (per modo di dire). Conclusione: Bondi, Cancellieri, Ciclosi, Pizzarotti, banche, li abbiamo pagati  tutti noi. E cosa è cambiato? Rispondete voi.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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