Published On: mer, mag 29th, 2013

I vincitori e i vinti

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di MASSIMILIANO PARENTI – Nelle battaglie ci sono sempre i vincitori e i vinti. La battaglia del 2013 si gioca alle urne e precisamente in due turni. Ma andiamo con ordine. L’antipasto della follia viene servito freddo e inaspettato e riguarda in particolare una città, la nostra Parma, i cui risultati attirano perfino l’attenzione delle reti televisive americane facendone un caso internazionale. È maggio 2012, alle comunali di Parma si arriva a un ballottaggio che vede un vantaggio iniziale del centrosinistra poi ribaltato inaspettatamente dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. La rossa (ma non troppo) Parma volta pagina e si scopre piazza degli indignados. Vincitori: quest’ultimi. Vinti: il povero Bernazzoli e l’intero centrodestra, che a Parma raggiunge i minimi storici dell’era Berlusconi. Ma il vento, si sa, va più veloce del previsto e si trasforma in meno di un anno nell’uragano Kathrina.

La prima vera pietanza è gelida e viene servita a Febbraio 2013, in occasioni delle elezioni per rinnovare il parlamento: pochi giorni prima del voto il Pd è dato ampiamente in vantaggio, si mormora almeno 7 o 8 punti su Pdl & Co., minimo 10 sul M5S, che si presenta per la prima volta nelle liste nazionali. Ad urne aperte accade l’inverosimile. Incredibile tonfo del centrosinistra che non solo non smacchia il giaguaro ma riesce addirittura nell’impresa di pareggiare con i suoi avversari. Non ci sono i numeri al Senato e a malapena nella Camera, l’Italia è ingovernabile. Sembra quasi che gli elettori entrati in cabina abbiano tirato una monetina per scegliere tra questi tre. Sta di fatto che appare a tutti evidente il “dietrofront” dei partiti tradizionali e l’apparente immortalità politica dell’ex premier di centrodestra. Vincitori: M5S e Berlusconi. Vinti: Pd (nonostante abbia in fin dei conti preso le percentuali più alte) e Monti.

La situazione si evolve di giorno in giorno sotto gli occhi più o meno vigili dei nauseati elettori, ed essendo una guerra le alleanze si propongono di giorno in giorno senza sosta. Grillo, chiudendo (anzi, sbattendo) la porta in faccia a tutti, favorisce così la nascita della Triplice Alleanza Pd-Pdl-Monti: è convinto che gli elettori, ancor più schifati dai famosi inciuci della Casta, decidano infine di affidarsi a lui, l’apparente nuovo leader del mondo nuovo.

Si va alla resa dei conti il 25 Maggio del 2013, dove molte città, tra cui la capitale, sono chiamate nuovamente alle urne per le comunali. La situazione prevista è questa: un altro boom del M5S, il Pdl che rimonta è diventa la prima forza, il Pd che nel suo peggior momento potrebbe addirittura essere la terza. L’esito è forse il più sorprendente: il centrosinistra vince praticamente ovunque, il centrodestra regge l’urto, il M5S cade e si attesta mediamente al 10%. Vincitori: Pd e astensionismo, vinti: M5S. Alla luce di tutto ciò, a chi dare la medaglia d’oro della stagione 2012/13? A ben vedere, l’unico vero vincitore dei tre turni citati non è un partito o un movimento, ma la confusione dell’elettore, il suo mal di testa e la situazione di assoluta mancanza di concretezza politica e di affidabilità delle istituzioni che quasi non fa più notizia.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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