Published On: lun, lug 14th, 2014

Ferraris: “Il Regio non è in vendita e nemmeno in palio”

regio parma

“All’inizio del nostro mandato il Teatro Regio sembrava presentare davanti a sé solo una via da un punto di vista asetticamente gestionale ed amministrativo adeguata: la liquidazione della Fondazione e la chiusura del Teatro.
Noi abbiamo scelto di prenderci la responsabilità di opporci a questo destino, con fermezza e con coraggio convinti che il valore di un cuore di cultura e tradizione non possa arrendersi ad alcuni anni di scelte poco oculate.
A due anni di distanza il bilancio consuntivo 2013 ha chiuso con un piccolo utile di esercizio, ricavi da biglietteria in aumento, un quadro finanziario che presenta un saldo che ha dimezzato il debito, con un’attenzione primaria verso i fornitori (che vuol dire aver pagato artisti, tecnici e aziende che da anni, a volte, aspettavano il riconoscimento per l’attività svolta).
Abbiamo fatto squadra con il territorio ed ottenuto che oltre il 50% delle risorse messe a disposizione dal Comitato Nazionale per il Bicentenario Verdiano arrivassero qui, dove ne sono le origini.
La città intera dalle istituzioni culturali alle associazioni al tessuto imprenditoriale ha lavorato assiduamente per garantire sei esposizioni nel 2013 su Verdi, mettendo in luce il materiale documentario inedito posseduto, importanti prestiti (come il noto pastello di Boldini esposto in Galleria Nazionale e mai prima a Parma) e attraversando in due secoli le mille sfaccettature che legano indissolubilmente Verdi a Parma. Si sono aggiunti convegni, didattica, incontri, concerti e quattro titoli d’opera.
È tornata la stagione della danza.
Si sarebbe potuto fare di più? Come sempre, forse non partendo con la programmazione nella seconda metà del 2012 o avendo più entrate o meno debiti. Non certo restando in attesa o sentenziando dal proprio piedistallo. Non certo con più cuore e impegno di quello che da parte di tutti, o di molti, è stato fatto.
Adesso la sfida continua. Diminuiscono i ricavi, tarda ad arrivare una certezza nazionale di sostegno al Festival. In compenso aumenta la convinzione che il Regio e il riconoscimento di Parma e del territorio come centro di riferimento per la valorizzazione del più grande compositore del nostro Paese, passi da relazioni istituzionali forti che costruiscano un sistema unico di produzione ,ma anche di formazione e conoscenza (Università, Conservatorio, Fondazioni teatrali e musicali, Istituto nazionale di Studi Verdiani e Casa della Musica). E dalla linfa di un tessuto associativo unico, che costituisce peculiarità assoluta di quel clima che solo chi vive o conosce Parma può riconoscere.
Questo è l’indirizzo forte e chiaro di un’amministrazione che ha scelto fin dal primo giorno di considerare il Teatro Regio un bene di tutti, patrimonio collettivo, strumento non politico di benessere per la città. Le scelte si sono e si orienteranno sempre in questa direzione. E chi cerca altro farebbe bene a mettersi il cuore in pace perché il Regio non è in vendita né in palio”.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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