Published On: dom, set 21st, 2014

Marilù Oliva alla “nuova” Ubik presenta il suo ultimo romanzo: “Le sultane”

 

Grande inaugurazione, sabato, alla libreria Ubik: per chi non se ne fosse accorto, la piccola libreria dai muri rossi che un tempo salutava, alla fine di Via Mazzini, chi andava nella “Parma di là”, ora si è trasferita. Gli affezionati “abituè” non hanno nulla da temere: la bella libreria di Giovanni e Carmen si è spostata solo di pochi passi, in Via Oberdan. Oltre al nuovo socio in affari, il giornalista poco più che trentenne Salvo Taranto, la Ubik può ora vantare locali più luminosi e una posizione più defilata, che ne mette in risalto la vocazione di salotto letterario, dove gli incontri con gli autori non sono un’eccezione, bensì una regola.

Anche questo sabato il tradizionale appuntamento culturale non è mancato e, intervistata da Chiara Cacciani, Marilù Oliva ha presentato il suo ultimo romanzo. “Le sultane” è un libro travolgente, ironico e amaro al contempo: è un libro che parla della vecchiaia o, come preferisce definirlo l’autrice, “è un libro che parla della vita”, con un accento sull’ultimo stralcio del segmento dell’esistenza, spesso dimenticato o consapevolmente ignorato dalla cultura, letteraria o audio-visiva che sia, forse per negligenza, più probabilmente per paura.

Le sultane sono Mafalda, Nunzia e Wilma, incontestate dominae del fatiscente palazzo bolognese di Via Damasco: più che settantenni, le tre donne rivendicano un proprio spazio nel mondo, irrompendo in una società dominata dai giovani e, soprattutto, dagli uomini, a cui lo spirito femminista di Marilù Oliva non risparmia quasi niente. In bilico sugli equilibri dell’etica e della morale, Mafalda, Nunzia e Wilma trasformano la reggia della propria disgrazia nel perimetro “noir” della propria goffa vendetta, contro quel che resta delle loro vite.

All’intervistatrice Marilù Oliva confessa d’essersi ispirata, mentre scriveva, alla serie tv “Breaking bad”, nonché alle tonnellate di libri e film divorati nel silenzio della notte, quando in casa i familiari dormono e lei ne approfitta per ritagliarsi un momento d’intimità con la tastiera del computer e le sue idee.

Non resta che immergersi nel mondo delle tre “vecchie” (termine che l’autrice, sottolinea, usa in senso affettivo, non dispregiativo) e conoscere chi sono davvero le donne che, adagiate sui troni di velluto campeggianti sulla bella copertina del libro, affrontano con spirito di rivolta il proprio, malinconico, tramonto.

Info sull'Autore

- E’ nato nel 1994 e studia Scienze Politiche all' Università di Bologna. Ha ideato e realizzato “Pianeta Baobab”, rubrica web-televisiva dedicata ai giovani coinvolti nel sociale. Per Lulu Press ha pubblicato “Libero video in libero stato”, e-book sulla libertà d’informazione televisiva in Italia.

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