Published On: mar, ott 28th, 2014

Alluvione del 13 ottobre: la nota dell’Amministrazione Comunale

Comune-di-Parma

Sulla vicenda relativa alle comunicazioni rispetto all’allagamento che ha invaso Parma il 13 ottobre interviene l’Amministrazione Comunale con questa nota:

“Posto che si impone una riflessione sulle modalità di comunicazione che in casi come quello di Parma non devono essere semplicemente affidate ad una mail di posta elettronica certificata, con immaginabili conseguenze sul presidio oggettivo dello strumento, si rendono necessari alcuni chiarimenti sull’attività dell’Amministrazione e sul ruolo del sindaco in una vicenda peraltro imprevedibile, che non ha visto precedenti così gravi nell’ultimo secolo.
Esiste un ufficio, quello della protezione civile comunale, destinataria materiale dell’avviso, che si attiva se succede qualcosa di grave, che ha il compito di prevenire e gestire gli eventi calamitosi, e che già era allertata nella giornata di sabato, senza che per questo fosse necessaria la presenza del Sindaco.
In questo caso, poi, si è rilevata molta confusione (da taluni alimentata ad arte) fra la tipologia delle comunicazioni pervenute.
Nessuno, per esempio, ha detto che l’attivazione della fase di attenzione è “l’allerta della protezione civile regionale n. 144 dell’anno 2014” (circa uno ogni due giorni sul territorio emiliano) e che quella stessa “allerta” era di tipologia “1”, quella meno grave.
In questa situazione, sabato nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che è accaduto lunedì.
Per inciso si ricorda che il Piano comunale di protezione civile del Comune di Parma prevede che quando si riceve l’avviso di condizioni meteorologiche avverse, semplicemente “ ci si mette nelle condizioni di seguire gli aggiornamenti in attesa di un eventuale messaggio di preallarme”.
A questo proposito, ben altro discorso è quello delle comunicazioni pervenute nella giornata di lunedì 13, di cui si è ampiamente parlato: si prenda atto che la prima comunicazione, quella relativa all’attivazione fase di preallarme, è pervenuta alla protezione civile (quindi ufficialmente al Comune, ma non dalla Prefettura) alle ore 14,57, cioè meno di un’ora prima che Parma finisse sott’acqua, ma purtroppo un’ora dopo quella indicata dallo stesso documento come “ora di attivazione del preallarme”, e che l’allerta ufficiale è pervenuta alle 16,57 quando il fenomeno era in atto in tutta la sua virulenza (anche in questo caso l’attivazione era prevista un’ora prima della comunicazione, cioè alle 16, quindi troppo tardi per qualsiasi intervento di prevenzione).
Per la precisione, il sindaco è stato informato personalmente della gravità del fenomeno in atto, per la prima volta, da una comunicazione telefonica del Capo di Gabinetto della Prefettura, pervenuta alle ore 16,25 del fatidico lunedì 13 ottobre.
Comunque va dato atto che gli uomini della protezione civile già nel primo pomeriggio di lunedì (quindi prima ancora che arrivasse il preallarme) erano sul posto per monitorare la situazione e per chiudere i ponti, evacuando per primo quello ciclo-pedonale della Navetta invaso da curiosi e fotografi improvvisati.
Ma c’è di più: i responsabili hanno cercato di consultare gli idrometri per avere informazioni in tempo reale sulle precipitazioni, ma purtroppo gli strumenti non erano in funzione.

Nel momento di dichiarazione dell’emergenza il sindaco si trovava già presso la sede della protezione civile ed esercitava tutte le funzioni di coordinamento e informazione previste dal protocollo comunale, utilizzando tutti i mezzi disponibili, pur nella gravissima carenza dovuta all’interruzione delle linee telefoniche.
La città si è rimboccata le maniche e ha risposto alla grande, presentando il volto migliore di sé, un volto che mal si concilia con le espressioni di sciacallaggio politico che vediamo presenti anche in queste ore: la comunità di Parma non lo merita.

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