Published On: mar, nov 25th, 2014

Trasferito allo Spallanzani di Roma il medico italiano che ha contratto l’Ebola

Ebola: Italian Emergency doctor arrives in Italy

Fabrizio, il medico siciliano 50enne che ha contratto l’Ebola durante la sua prima missione con Emergency in Sierra Leone, è atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare a bordo di un velivolo dell’Aeronautica. Il paziente, assistito da un team di medici, ha viaggiato in una barella chiusa impiegata per il trasporto via aerea di persone colpite da patologie infettive contagiose.
Le operazioni di trasbordo del paziente dal Boeing Kc 767 del 14/o Stormo dell’Aeronautica all’ ambulanza dello Spallanzani si sono svolte regolarmente. Anche l’ambulanza è appositamente equipaggiata in biocontenimento. Il trasbordo del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell’ambulanza è avvenuto anch’esso in stato di completo isolamento.
“Tutta l’operazione si è svolta come pianificato e secondo le procedure per le quali siamo addestrati ad operare”, ha detto il colonnello Roberto Biselli, cao del team di biocontenimento dell’Aeronautica militare. “In ogni momento – ha aggiunto – è stato possibile assistere, in condizioni di massima sicurezza, il paziente, che è risultato tranquillo lungo la rotta”.
Il medico, prima di partire per l’Italia, ha contattato i suoi familiari. Lo ricostruiscono alcuni quotidiani che riportato colloqui con moglie e una figlia del primo italiano che ha contratto il virus. “State tranquilli, è tutto sotto controllo: mi sento bene e sarò curato”, ha detto il medico a una delle sue due figlie, la più grande, come scrive La Stampa. “Io mi sento bene – ha aggiunto al telefono prima di partire – e sarò assistito e curato nel migliore dei modi. Mi senti? Se ti sto parlando vuol dire che è tutto ok”.
“Le rassicurazioni di mio padre sono state sicuramente un grande regalo – ha rilevato la ragazza – perché sentire dalla sua voce che sta bene è tutta un’ altra cosa che saperlo per via indiretta. Ma la paura c’ è sempre”. La moglie del medico, in un’intervista al Corriere della sera, sottolinea di volere “rassicurazioni vere, e che non c’è stato contatto con i ministeri degli Esteri e della Salute….”. Neppure diretti con i vertici di Emergency: “Non abbiamo parlato con Strada – osserva – ma con una ragazza molto gentile, lo dico senza polemica. Avranno tutti tante cose a cui pensare. Però noi vogliamo notizie certe”. Spiega che suo marito “stavano scadendo i tre mesi di aspettativa dall’ ospedale” e che “venerdì sarebbe tornato in Italia” e che quindi “ce l’ aveva quasi fatta”. La famiglia del medico chiede all’autorità di “avere notizie certe” e di “sapere se passeranno settimane o mesi prima di rivederlo”.

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