Published On: mar, dic 2nd, 2014

I Comuni di Parma, Colorno, Torrile, Sorbolo e Mezzani (Unione di Sorbolo e Mezzani) chiedono di rivedere le opere compensative del Paip

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Cinque firme di altrettanti sindaci per chiedere di rinegoziare quanto stabilito a suo tempo con uno specifico accordo con Provincia, Enìa Spa e Agenzia d’ambito Ato2, in merito alla realizzazione dello schema fognario – depurativo A7, come misura di mitigazione e compensazione per la realizzazione del Polo ambientale integrato – Paip – di Enìa, oggi Gruppo Iren Spa. La lettera relativa alle richieste di modifica agli accordi relativi alle misure compensative legate alla realizzazione del Paip è stata sottoscritta ieri nel pomeriggio dal sindaco Federico Pizzarotti, da Michela Canova sindaco di Colorno; Alessandro Fadda, sindaco di Torrile, Romeo Azzali, - sindaco Comune di Mezzani e  presidente Unione Bassa Est Parmense (che comprende i Comuni di Sorbolo e Mezzani) e Nicola Cesari  sindaco di Sorbolo. Erano presenti l’assessore all’ambiente Gabriele Folli e l’assessore all’urbanistica e lavori pubblici Michele Alinovi.

“Vogliamo trovare soluzioni condivise – ha spiegato Pizzarotti – a problematiche che risalgono al passato e che prevedevano la realizzazione di un sistema di gestione delle acque che prevedevano, in passato, la realizzazione di un nuovo comparto Spip e del Paip. A seguito delle ben note vicende legate alla Spip, il comparto difficilmente vedrà la luce e mancherà, così, il contributo dei privati fondamentale per giungere alla conclusione del progetto originario. Con questa lettera chiediamo a Provincia e Atersir di realizzare opere di compensazione di diverso genere rispetto a quelle originarie. Si tratta di opere utili che contemplano anche interventi di mitigazione ambientale”.

Il sindaco di Mezzani, Azzali, ha posto l’accento sul fatto che i tempi sono cambiati ed è oggi impensabile per i Comuni di Colorno, Mezzani e Sorbolo conferire le loro acque ad un nuovo depuratore. “E’ necessario – ha spiegato – prevedere interventi proporzionati alle possibilità attuali prendendo in considerazione opere alternative in termini di scolo delle acque e di depurazione delle stesse”.

Alessandro Fadda, sindaco di Torrile, ha ribadito la necessità “di andare avanti insieme per una soluzione condivisa, determinante per il territorio”.

Michela Canova, sindaco di Colorno, ha sottolineato il fatto che “sono state trovate soluzioni utili per il territorio grazie ad un’azione di sinergia fra tutti i Comuni coinvolti”.

Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo, ha posto in primo piano come le soluzioni prospettate pongano al centro le esigenze del territorio e della sua sicurezza idrogeologica.

L’opera, prevista nel 2008, in tempi in cui si prevedeva una forte espansione del comparto Spip, era funzionale a servire i nuovi allacciamenti di insediamenti industriali ed artigianali che si pensavano possibili allora.Nel corso degli ultimi due anni diverse sono state le occasioni di discussione tra Comuni e Provincia circa l’effettiva utilità di quest’opera per le comunità che rappresentano e, visto il mancato sviluppo di Spip e la realizzazione di alcuni interventi ponte con la previsione del potenziamento del collettore fognario Spip – Depuratore Parma Est ed il risanamento della rete fognaria di Parma, afferente allo stesso depuratore, si è ritenuto più conveniente proporre opere alternative più urgenti e necessarie per il territorio. E’ stato approntato un elenco di opere da parte di ogni singolo comune che verrà inviato alla Provincia ed Atersir al fine di rivedere l’accordo firmato nel 2008 che includono interventi di riqualificazione acque superficiali, depurazione ma anche sostegno ad interventi di mitigazione del rischio idraulico nella zona del Paip.

L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli, che ha partecipato alle conferenze dei servizi dove si è discusso il tema, dichiara “Atersir e Provincia devono prendere atto della volontà dei sindaci e trovare la formula che permetta di investire le risorse dove è più urgente e necessario. L’opera pensata nel 2008 sarebbe una cattedrale nel deserto se costruita oggi; diventa quindi molto più ragionevole procedere con le reali necessità del territorio includendo anche opere di mitigazione del rischio idraulico oggi più che mai prioritarie nell’agenda dei sindaci”.

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