Published On: mer, dic 3rd, 2014

Concorsi Pubblici: quando è la trasparenza ad esser trasparente

Concorso pubblico comune

di FEDERICA PERRINI – Le lamentele dei partecipanti alla prima prova di selezione pubblica, di martedì 18 novembre, per un posto da Istruttore Amministrativo al Comune di Parma

Doveva essere il 17 novembre, da bando, la prima prova di selezione pubblica per l’assunzione, con contratto di formazione e lavoro (della durata di 12 mesi), di un Istruttore Amministrativo (Cat. Giur. C) da assegnare al settore Sviluppo Organizzativo S.O. Gestione del Personale, Organizzazione e Formazione. Invece, sull’albo pretorio online, viene dato l’avviso, solo un paio di giorni prima, che la prova è stata spostata al giorno seguente, ossia martedì 18 novembre. Il motivo? Non è stato reso noto, ma almeno (e finalmente) era stato reso noto un luogo e un orario di svolgimento della prova: auditorium dell’I.T.C. Bodoni, ore 10.00 (magari…!).

Alle ore 9.40 l’auditorium inizia a riempirsi. I candidati firmano a turno l’elenco dei nomi dopo aver mostrato il documento d’identità al personale addetto ai controlli e, dopo essersi muniti di busta gialla e bustina bianca, prendono posto equidistanti, seguendo l’ordine alternato delle file. C’è un gran silenzio in sala e l’ordine regna sovrano. Sicché alle 10.00 già tutti i candidati hanno preso posto, avendo inoltre firmato e chiuso la bustina bianca con il proprio nome (procedura che serve a mantenere l’anonimato delle prove nel momento della correzione, per evitare eventuali influenze nei confronti della commissione). Si attende solo la distribuzione dei fogli con le domande e il via della commissione all’inizio del test. Ma, un momento, quale commissione?

Ebbene, la commissione risulta leggermente in ritardo. Così almeno spiegano gli addetti ai controlli che invitano i candidati a diluire l’attesa con il caffè alle macchinette. Ed ecco che l’atmosfera solenne viene improvvisamente stemperata da chi si alza, chi chiacchiera, chi sorseggia bevande o sgranocchia salatini. Non male se si pensa che inizialmente anche la tensione dei più studiosi viene stemperata con qualche minuto in più per ripetere il programma d’esame.

Però i minuti passano, sono le 11.00 e la tensione torna a salire. Una tensione diversa dalla precedente: è la tensione di chi lamenta, tra una bevanda e un salatino d’attesa, di essersi svegliato alle 5.00 del mattino per prendere un treno che raggiungesse Parma in orario per il test. Lo stesso orario che la commissione non rispetta facendo aspettare i candidati per ben due ore, allo scadere delle quali la tensione è alle stelle. Gli addetti ai controlli e alla gestione della prova sono palesemente in imbarazzo nell’invitare i partecipanti a non perdere la pazienza. Ma alle ore 11.50 risulta impossibile. Intanto si cerca di ristabilire l’ordine, facendo rientrare chi addirittura è uscito a fumare rendendo così invalida l’attenta procedura delle bustine bianche. Queste ultime vengono ritirate dagli addetti ma non strappate: “E chi ci dice – esclamano i candidati – che non le riutilizzate scambiandole con qualcun altro?”. Vengono così ridistribuite nuove bustine bianche da controfirmare e richiudere nuovamente in modo accurato. Alcune delle bustine precedenti vengono però dimenticate sui banchi vuoti di chi ha abbandonato la sala esasperato, i ragazzi rimasti in sala scattano fotografie per attestare la clamorosa svista che si accumula alle gaffe dell’intera prova. Sono le 12.00 e finalmente arriva la commissione. Ma le gaffe non sono finite.

Accolti da un ovvio quanto ironico applauso, i due membri della commissione, una donna e un uomo (in occhiali da sole!), fanno il loro ingresso sorridendo per l’imbarazzo. Ma ecco che partono fischi, “buuh” e urla del tipo “Che avete da ridere? Vergogna!”. I due non si scusano ma si giustificano: “Per garantirvi l’accuratezza nella stesura delle domande, le abbiamo formulate questa mattina stessa e per farlo siamo a lavoro dalle 7.00 del mattino!”. L’agonia dell’attesa non finisce con questa esilarante dichiarazione, bisogna attendere ulteriormente che i fogli d’esame vengano fotocopiati. E ad accompagnare gli addetti alle fotocopiatrici sono alcuni ragazzi scelti proprio tra i partecipanti al test. Anche questa scelta fa vociferare il resto della sala in preda all’ira, ormai incontrollabile. Tant’è che qualcuno chiede a gran voce: “Non potevate fotocopiarli in queste due ore?”. Ma la commissione controbatte decisa: “Non potevamo sprecare carta fotocopiando fogli in più prima di sapere il numero esatto dei presenti”. E, giustamente, qualcun altro reagisce urlando: “Ma se ci avete fatto sprecare tutta la carta di quelle bustine bianche?!”. La commissione non risponde, in compenso inizia finalmente l’esame. Le prove vengono distribuite e subito si sentono nuove urla: “Questa è la vostra accuratezza nella stesura delle domande?”, “Per scrivere questi errori ci avete messo due ore?”.

In effetti i refusi erano evidenti, sia nelle domande in inglese che in quelle in italiano (es. “the teacher”, “werw” invece di “were”, “a loto f noise” oppure “quanto” invece di “quando”, ecc.). Eppure quasi tutti i candidati hanno svolto il test regolarmente, nonostante molti fossero tentati dall’alzarsi e andar via (alcuni l’hanno fatto davvero). Altri minacciavano di fare ricorso, altri ancora sembravano rassegnarsi all’idea che le cose in Italia ormai “funzionano” così.

Come se non bastasse, la seconda prova, prevista in origine per il 21 novembre, è stata spostata al 3 dicembre. La terza ed ultima prova invece, era prevista per il 28 di novembre ma, di questo passo, non c’è da sorprendersi se venisse spostata a ridosso delle feste natalizie. D’altronde l’unica cosa chiara di questo concorso è che sia caratterizzato dalle lunghe attese. Forse però, dalla precisa e diligente Parma, non ce l’aspettavamo.

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