Published On: mer, dic 3rd, 2014

Commento alla Seduta Consigliare del 02 Dicembre ’14 sull’alluvione a Parma di Fabrizio Savani, consigliere del M5s

aula-consiglio-comunale

Ieri si è tenuta in Consiglio Comunale la seduta monotematica sull’ alluvione. All’inizio è stata discussa e votata all’unanimità la delibera sugli interventi di urgenza per i lavori effettuati a seguito dell’esondazione “del Baganza e della Parma” del 13 ottobre 2014. Poi sono intervenuti i vari rappresentanti degli Enti che hanno partecipato alla gestione dell’emergenza seguiti dai vari interventi dei Consiglieri.

Io non penso che dal punto di vista tecnico il Sindaco abbia delle colpe particolarmente gravi ed evidenti. Sicuramente si poteva fare di più e meglio ma col senno di poi sono capaci tutti di fare i professori. E’ però evidente la responsabilità politica di Sindaco e Giunta nel bene e nel male. Penso che un sindaco sia responsabile politicamente delle sue azioni e delle azioni della sua Giunta e del governo della sua città in generale.

Sicuramente non si può certo pretendere che un politico sia omnisciente e onnipresente (a parte le comparsate nei talk show in TV). Ecco allora che deve attorniarsi di persone di fiducia, persone che sappiano individuare le priorità e una scaletta valoriale delle emergenze da gestire e delle criticità da risolvere. Questo nell’ottica di un efficientamento della macchina comunale, delle risorse umane e soprattutto della destinazione di fondi e spese.

Cosa può saperne un politico se i piani di emergenza operativi comunali sono idonei ed aggiornati? Cosa ne sa un politico di professione se il piano di emergenza dell’aeroporto è idoneo. Cosa ne sa se per sfortuna dovesse eruttare il Vesuvio e Parma si trovasse ad ospitare da un giorno all’altro dieci o ventimila persone sfollate? Ecco allora che si possono individuare delle precise competenze dirigenziali e delle precise responsabilità.

Inoltre è evidente una moltitudine abnorme di Enti e competenze per la gestione delle emergenze e che pone delle forti criticità a livello di comunicazione, di organizzazione e di coordinamento, il tutto condito da una iper burocrazia che limita e rallenta ogni azione della pubblica amministrazione. Ma quale è la causa di questa ipertrofia burocratica?

Ancora una volta devo dire che è mancata l’intersettorialità fra gli Enti e fra i settori dei vari Enti. Lo dimostra, esempio sintomatico, il fatto delle centraline di rilevamento. Hanno davvero funzionato correttamente e chi era in grado di leggerne i dati? Chi era in grado di mandare la comunicazione, chi era in grado di attivarsi in tempo utile sulla scorta della rilevazione, della comunicazione e di un piano di azione idoneo, mirato, calibrato, veloce? Perché se non siamo in grado di valutare tali criticità, se non siamo in grado di dare tali risposte, non possiamo imparare dai pochi o tanti errori commessi e quindi alla prossima pioggia, alla prossima piena tali problemi si ripresenteranno puntuali come prima.

Alla fine i noi Consiglieri passiamo la giornata discutere in Municipio mentre fuori c’è un mondo che tenta faticosamente di tirare avanti fra tasse, drammi ambientali, sociali, umani. E ce ne stiamo dentro queste mura e discutiamo in modo autoreferenziale senza prendere decisioni e guardandoci i piedi. Questi ultimi tre Consigli comunali (due sullo Statuto comunale durati mezz’ora entrambi, questo sull’alluvione dove si approva di fatto solo una delibera) hanno rallentato i lavori della macchina comunale. Quanto abbiamo speso, quanti solidi dei cittadini sono stati utilizzati? Forse 15 – 20.000 € fra servizi e lavoro dei dipendenti? Che impatto ambientale hanno prodotto le nostre parole? Gli spostamenti, gli ingressi con l’auto in centro storico, le fotocopie, le luci accese, il riscaldamento. Che impronta ecologica hanno prodotto le tossine delle promesse e della retorica?

Spero alla fine che almeno da questa seduta comunale si arrivi ad un documento di sintesi che evidenzi in modo chiaro cosa è successo come è stata gestita l’emergenza e cosa è previsto per evitare il ripetersi di una situazione analoga negli anni a venire.

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