Published On: mer, mar 29th, 2017

La legge è uguale per tutti

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di GIORGIA FIENI – È una frase scritta in ogni aula di tribunale e spesso ci chiediamo quanto sia vera. Sperando di non averne mai bisogno per casi più gravi, possiamo verificarla in campo alimentare. Molte sono infatti le norme che controllano questo settore.

Sul limitare gli sprechi, tanto per cominciare, in ogni fase della produzione ma anche nel favorire la donazione delle eccedenze. Ben 5,1 milioni di tonnellate di cibo vengono buttate ogni anno ed un corretto recupero potrebbe far risparmiare 13 miliardi di euro, solo in Italia. Si sta naturalmente parlando di quegli alimenti che sono ancora in buono stato di igiene e di sicurezza… sono semplicemente rimasti a scaffale in quanto invenduti. Il piano governativo SprecoZero, promosso in primis dai comuni italiani, aiuta indubbiamente a darci un’idea precisa di come comportarci, ma anche imparare a farlo a casa propria (senza acquisti di quantitativi esagerati e con un maggior consumo delle “ricette di recupero”) è un primo passo molto importante.

La legge ci spiega anche cosa sia effettivamente pericoloso per la salute. L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la Fda (Food and Drug Administration) sono gli organi preposti a fornire informazioni precise (ottenute da ricercatori seri e non pagati da determinate aziende) su ogni tipo di alimento. Esse ci aiutano a capire che l’olio di palma dei biscotti confezionati è altrettanto pericoloso di una torta fatta in casa con molto burro, per esempio.

Imparare a leggere le etichette dipende invece da noi. Sulle confezioni ci sono sempre indicazioni per capirne la tracciabilità (ovvero risalire alla materia prima) e i corretti uso e conservazione. Possiamo anche trovarne gli elementi allergenici e la sostenibilità ambientale.

E poi c’è il Food Act, un documento redatto in collaborazione tra il Ministero delle Politiche Agricole, quello dei Beni Culturali, quello dell’Istruzione e una quarantina tra chef e pizzaioli. È suddiviso in 10 punti: Chef ambasciatori della cucina italiana nel mondo, Valorizzare le eccellenze e la Dieta mediterranea, Potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy agroalimentare, Alta cucina alta formazione, Estensione stage per la ristorazione di qualità. Più aggregazione nella filiera e nella ristorazione, Dare credito alla cucina italiana, Rafforzare il binomio turismo-ristorazione di qualità per promuovere i territori, Cucina italiana di qualità certificata, Cucina italiana come cultura identità educazione inclusione.

Chi fa le leggi e chi le applica stanno quindi lavorando per un obiettivo comune. Assieme. Perché solo in questo modo si ottengono i risultati. Quelli veri.

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