Published On: mer, apr 12th, 2017

Ti invito a cena. Però…

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Ognuno di noi, a tavola, ha le proprie manie, grandi o piccole che siano. Le quali sono inevitabilmente oggetto delle osservazioni altrui.

Ce la prendiamo sempre coi vegetariani e ancora di più coi vegani, per esempio…non ho ancora capito se lo facciamo perché ci costringono a cucinare un menù differente oppure perché ci costringono a pensare in modo differente. “Sono davvero sorpresa di come la gente veda nei vegani una minaccia per il proprio diritto a consumare carne in ogni quantità e tratti l’esistenza dei vegani come un affronto ai loro diritti civili – afferma Mayim Bialik, attrice della serie tv “The big bang theory” – Seguire una dieta vegetale non è una moda. Né qualcosa che facciamo per infastidire i mangiatori di hamburger”.

Poi c’è chi si lamenta per i rumori a tavola. Che provenga da un impianto stereo o dalla masticazione altrui poco importa. E invece pare che, in entrambi i casi, sentire un suono mentre si mangia aiuta a rendere maggiormente consapevoli delle quantità di cibo ingerite.

Queste ultime, tra l’altro, sono da sempre oggetto di discussione. Espressioni come “mangi troppo”, continuamente ripetute, a lungo andare rendono malato il rapporto col cibo. Ci sono persone poi che si privano di determinati alimenti non per salute (propria o dell’ambiente) ma semplicemente perché è stato detto loro che mangiare “senza” (glutine, zuccheri, grassi ecc.) aiuta a perdere peso e a vivere meglio (senza pensare che ciò che viene tolto lo ritroviamo poi sotto altre forme: pensate solo alle farine senza glutine ma “arricchite”).

Infine, siamo curiosi di provare i menù etnici ma poi storciamo il naso in quanto il sapore è poco simile a quelli a cui siamo abituati. Se teniamo la mente aperta verso il prossimo, allora chiudere il palato è controproducente, perché è proprio grazie al cibo che si possono imparare a conoscere meglio gli altri…anche e soprattutto quelli che abitano lontano da noi.

Io cito spesso, al termine di questi articoli, il termine “convivialità”, in quanto sono profondamente convinta che dividere il cibo con qualcuno sia un’esperienza fondamentale, che presuppone amore verso il prossimo. Gli animali mangiano per fame, noi mangiamo per  il piacere di farlo. Curare le ricette, scegliere le persone che le proveranno con noi (arricchendo al contempo la nostra percezione del mondo e della nutrizione), la presentazione dei piatti e una maggiore attenzione verso gli arredi significa curare l’anima. La vostra e quella di avete scelto per condividere l’esperienza.

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