Published On: mer, apr 26th, 2017

Filosofia del cibo

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di GIORGIA FIENI – Uno dei miei momenti preferiti di questa rubrica è lo scrivere sulle innovazioni riguardanti il mondo alimentare. Scoprire che un cibo può essere cucinato in modi diversi, o addirittura pensato in maniera differente, mi fa pensare che c’è ancora tanto da scoprire e da trovare.

Come me la devono pensare altri milioni di italiani, comunque, considerata la notizia che, quando decidono di pranzare o cenare fuori casa, scelgono locali differenti rispetto al ristorante tradizionale, orientandosi verso l’etnico o i locali con una specializzazione. Non spaventatevi comunque: la tradizione si continua a fare largo tra le mura di casa (con una costante ricerca verso l’artigianalità e la qualità) e soprattutto all’estero (a volte anche con risultati non proprio attinenti, come quando, nel 2016, e per fortuna per un periodo limitato, in Gran Bretagna si è prodotto un “tramezzino alla lasagna” pubblicizzandolo come “snack tipicamente italiano”).

Il cibo è una moda che non passa mai di moda. Anzi, è un motivo di chiacchiericcio, sul web e nella vita vera, più ostentato rispetto all’haute couture o il vintage; come ha scritto Il Post: “Oggi tutti parlano di alimentazione, ricette, prodotti a km zero per misurarsi gli uni con gli altri, così come venti anni fa disquisivano di griffe, stilisti e modelle. [-] Il vecchio e banale slogan “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei” si è tramutato in “Ti mostro come mangio e ti dimostro quel che valgo”.

L’attenzione per la salute poi porta allo sviluppo di strani fenomeni alimentari. Dal bio, che accetta i prodotti per quel che sono, senza manipolazioni, ai due estremi: il “senza” (glutine, grassi, olio di palma ecc.) e il “con” (proteine, vitamine ecc.). Entrambi con una controindicazione, il costo: succhi (detox, digestivo, antiage ecc.), alimenti (bacche di goji, açai ecc) e integratori di ogni tipo e in qualsivoglia forma comportano una spesa oltre il budget dei normali consumi. E a quel punto viene da chiedersi: ma, se anziché togliere da una parte e aumentare dall’altra, noi cercassimo qualcosa di sano che contenga già tutto ciò che serve?

Probabilmente è questo il quesito del millennio…ed è proprio il motivo che spinge me e soprattutto i ricercatori a trovare le risposte proprio là dove sono: nel cibo stesso.

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