Published On: mer, giu 7th, 2017

Le banche dovranno risarcire gli usurati

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Condannati a quattro anni i due direttori di filiali di Pescia: ma anche gli istituti di credito sono stati ritenuti responsabili

 

I due direttori di banca sono colpevoli di concorso in usura e per questo il tribunale li condanna a quattro anni di reclusione ciascuno. Ma responsabili sono anche le banche dove i due lavoravano, per aver avallato le operazioni incriminate o quanto meno per non averne diligentemente controllato l’operato. E per questo è una sentenza di grande rilevanza, forse storica, quella che alle 13,45 circa di ieri ha pronunciato il presidente del tribunale di Pistoia Luca Gaspari (giudici a latere Patrizia Martucci ed Emanuela Francini) nei confronti di Andrea Bendinelli, 57 anni, di Pescia e di Paola Pasquali, anche lei 57enne, di Montecatini, direttori all’epoca dei fatti (dal 2001 al 2007) delle filiali di Pescia della Cassa di risparmio di San Miniato e della Banca Toscana.

 

I due sono stati condannati per concorso in usura alla pena di 4 anni di reclusione e a una multa di 16.000 euro ciascuno. La donna, alla lettura della condanna, ha accusato un malore e si è accasciata a terra davanti ai giudici, che hanno immediatamente sospeso la lettura della sentenza, fino a che l’imputata non è uscita dall’aula.

La colpevolezza dei due bancari è stata ritenuta provata per la maggior parte degli episodi enumerati nel capo di imputazione, anche se non per tutti. Inoltre i due sono stati condannati all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e alla confisca di beni per 65.000 euro circa (Pasquali) e 104.000 (Bendinelli). Il tribunale ha poi annullato i contratti di conto corrente e di mutuo sottoscritti dagli usurati, una coppia di commercianti che nel 2001, trovandosi in crisi di liquidità, si erano rivolti alle banche per farsi aiutare. Annullati anche i contratti sottoscritti da amici e parenti delle due vittime, che si erano prestati a fungere da intestatari per correre in soccorso della coppia di commercianti.

 

Infine, gli istituti di credito sono stati riconosciuti responsabili, con i due condannati, dei danni economici subiti dalle parti civili. La definizione di questi ultimi sarà materia del giudice civile, ma le provvisionali fissate dal tribunale ammontano comunque a decine di migliaia di euro. È questa la parte più rilevante della sentenza: il tribunale ha così valorizzato la decisione del gup di Pistoia che nel giugno del 2010 aveva chiamato a rispondere gli istituti bancari coinvolti in qualità di responsabili civili. È una delle prime volte che avviene a livello nazionale e di certo la sentenza pistoiese è importante in questo senso, come hanno unanimemente confermato gli avvocati di parte civile (Cecilia Turco, Pasquale Mauro, Giuseppe Castelli, Paola Innocenti, Claudio Del Rosso e Valori).

 

“Le assoluzioni per alcuni capi d’imputazione e le condanne per altri – questo il commento di Mauro Cini, difensore di Paola Pasquali – dimostrano che è stato dato credito ai racconti delle parti civili, di cui avevamo messo in luce le evidenti contraddizioni. Aspettiamo comunque di leggere le motivazioni della sentenza e di certo proporremo appello”.

All’inizio del processo, nel 2010, gli imputati erano tre: il terzo era Vincenzo Todisco, allora 69 anni, pensionato di Ponte Buggianese, deceduto nel corso del lunghissimo dibattimento. In realtà secondo l’accusa era proprio lui all’origine della vicenda, colui cioè che prestò 22.000 euro alla coppia di commercianti, imponendo tassi d’interesse che arrivarono al 285%. Secondo la procura le colpe dei bancari furono proprio quelle di aver agevolato il rapporto tra il pensionato e le sue vittime.

               http://m.iltirreno.gelocal.it

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