Published On: mer, giu 7th, 2017

Pedagogia del cuore per un’educazione dei sentimenti!

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Il termine Pedagogia deriva dal greco paidos ossia bambino e ago guidare, condurre, accompagnare. Nell’antica Grecia il pedagogo era uno schiavo che accompagnava il bambino a scuola o in palestra. Dopo che i Romani ebbero conquistato la Grecia, venne chiamato «paedagogus» lo schiavo greco che, oltre ad accompagnare i bambini, insegnava loro la lingua greca. Col tempo il significato di paedagogus divenne quello di insegnante. Dal termine  pedagogia deriva invece il termine pedagogista (anche detto pedagogo), lo studioso di pedagogia. Oggi il moderno pedagogista si occupa della persona per “l’intero arco della sua vita”.

La Pedagogia delle Emozioni si occupa delle emozioni e di come esse rappresentano le fondamenta dello sviluppo individuale, su di esse infatti si costruisce l’intera personalità del bambino, nei suoi aspetti cognitivi, sociali e comportamentali. Di conseguenza, operare sulle emozioni rappresenta una sfida fondamentale per tutti coloro che si occupano di educazione.

Oggi si sente spesso parlare di Intelligenza Emotiva, ma di cosa stiamo parlando? Riguarda la capacità di saper riconoscere e comprendere in modo adeguato le proprie e altrui emozioni. Il successo del concetto di “Intelligenza Emotiva” è da attribuire a D. Goleman, autore del testo “Emotional Intelligence” del 1995. Ma possiamo oggi parlare di apprendimento emotivo? Le competenze affettive e empatiche oggi  sono determinanti fin dalla più tenera età. La sfera emotiva è un contenitore e attraverso l’empatia, ci permettere di mediare ogni connessione con la realtà esterna. Da qui la necessità  della Didattica delle Emozioni. Progettare in classe e non solo un percorso di sviluppo dell’intelligenza emotiva è semplice, se succede durante la lezione che qualche bambino manifesti un’emozione negativa prendiamo ciò non come un fattore di disturbo alla lezione ma come un occasione di intimità. Se un bambino manifesta l’emozione della rabbia ascoltiamo i suoi tempi.Aiutare i bambini a riconoscere le proprie emozioni, impareranno a fidarsi dei propri sentimenti e cresceranno con un’alta stima. Cosa posso fare in classe o in famiglia per avviare un percorso di Educazione Emotiva? Io da Pedagogista mi sono inventata i “I Giochi del cuore” come ad esempio L’Appello delle Emozione  attraverso il gioco “Palla-Emozione” composto da tante palline colorate e raffiguranti emozioni diverse. Un appello, fatto di: “come stai oggi?” Se oggi sono felice lancio lo smile giallo del sorriso e lo condivido con un altro mio compagno/a che oggi si sente felice come me. Creare dei “giochi emotivi” semplici ma di grande risonanza. Come ad esempio La collana delle emozioni può essere usata per il riconoscimento delle emozioni primarie, il gioco è vita stessa per i bambini e le bambine, è un viaggio di fantasia ed emozione, la collana aiuta il bambino/a a potenziare il linguaggio emotivo riconoscendo le espressioni facciali corrispondenti all’emozione provata. Le emozioni base per apprendere L’ABC delle emozioni come la felicità/tristezza/paura/meraviglia rappresentano un percorso di auto-consapevolezza emotiva. In base all’emozione provata indosso la Collana delle Emozioni. Indossare le emozioni significa saperle riconoscere e imparare anche a gestirle fin da piccoli. Le faccine diventano anche dei personaggi ossia degli Inventa -Favola e con il coinvolgimento di un adulto di riferimento (mamma, papà, insegnante, educatore) si possono creare delle Favole o meglio dei Dialoghi del Cuore per volare sulle ali della fantasia! Infine in ogni classe ma anche in famiglia non dovrebbe mai mancare un Pannello Emotivo per imparare a conoscere e riconoscere le nostre emozioni, che come sfumature dipingono ogni giorno il nostro cuore di colori diversi!

Pedagogista Dot.ssa

Tropeano Marta 

martatropeano@tiscali.it

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