Published On: mer, giu 21st, 2017

Insolito Festival

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Spettacoli, incontri inediti, esplorazioni urbane per adulti e bambini, dal 26 giugno all’1 agosto, al Giardino Ducale e in Oltretorrente

 

Dal 26 giugno al 1° agosto il Giardino Ducale e l’Oltretorrente sono al centro dell’estate parmigiana con la quarta edizione di “Insolito Festival”, la rassegna di “spettacoli, incontri, esplorazioni urbane per adulti e bambini” promossa con il contributo del Comune di Parma dall’Associazione Micro Macro Festival con il Teatro delle Briciole, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Monteparma.

 

Il Festival è stato presentato in conferenza stampa da Flora Raffa, Direttrice Settore Cultura del Comune di Parma, Roberto Delsignore, Presidente della Fondazione Monteparma, e Flavia Armenzoni e Alessandra Belledi, Direzione Insolito Festival, che hanno illustrato nel dettaglio il ricco programma nelle sue caratteristiche fondamentali.

 

“Gli spettacoli di Insolito Festival – ha sottolineato Flora Raffa – hanno la caratteristica di coinvolgere un pubblico trasversale, bambini, adulti e famiglie, dando loro la possibilità di vivere alcuni nostri luoghi cittadini che meritano di essere riscoperti attraverso delle performance artistiche, come il Parco Ducale e l’Ospedale Vecchio: luoghi già coinvolti in importanti interventi di riqualificazione per essere restituiti alla città”.

 

“Siamo orgogliosi di sostenere questo Festival – ha detto Roberto Delsignore, Presidente della Fondazione Monteparma – che richiede un grande sforzo e impegno da parte del Teatro, avendo delle caratteristiche anche itineranti in vari luoghi cittadini e coinvolgendo fasce diverse di pubblico, dai più piccoli ai più grandi, con una grande attenzione ai linguaggi e alla loro contaminazione”.

 

Come hanno spiegato Flavia Armenzoni e Alessandra Belledi, mettendo in valore e innovando le esperienze maturate nelle edizioni precedenti, il festival declina la propria identità insolita su più piani. Innanzitutto nella direzione, sperimentata e approfondita negli anni, di un contributo, attraverso le arti della scena, alla riappropriazione da parte dei cittadini di spazi del vivere urbano, al recupero del senso fondamentale della vita urbana e della città come luogo della partecipazione, dell’incontro e dell’interazione. A questo si aggiunge un’attenzione alla natura fortemente plurale e molteplice delle arti e dei linguaggi della scena che vengono attraversati, spesso in dialogo tra loro nello stesso appuntamento e secondo stili e tecniche diversissimi, dalla musica o meglio dalle musiche (popolare, elettronica, klezmer, sudamericana, world fusion), al circo contemporaneo, dalla danza (fisica o mescolata con la narrazione o la musica dal vivo) al teatro di figura, fino a forme di espressione felicemente incatalogabili, tra l’incontro e lo spettacolo.

 

Può racchiudere un significato rappresentativo dell’identità dell’intero progetto, anche perché ne attraversa quasi interamente il calendario, la riapertura, in una sede potentemente simbolica della storia della città come l’Ospedale Vecchio, del Moop, il Museo degli Oggetti Ordinari di Parma (per tutti, dal 4 al 27 luglio). Museo inaugurato nel 2015 e sempre in divenire, progettato dal Teatro delle Briciole e dal francese Théâtre de Cuisine, il Moop è costruito e condiviso dai cittadini attraverso il dono o il prestito di un oggetto comune, legato alla storia personale del singolo, oggetto che in questo modo viene sottratto all’oblio e diviene tramite di un affetto, di un’idea, simbolo dell’intreccio tra generazioni e tra individuo e collettività. Per questa sua natura il Moop è quindi un museo squisitamente urbano, nel senso che vuole fare emergere l’essenza della città in quanto definita dai processi di interazione e dal bisogno di incontro e di scambio in un’ottica di reciprocità.

 

Orizzonti, questi, focalizzati in modi diversi in tanti appuntamenti. Si pensi a Quattro passi di e con Antonio Catalano, artista/artigiano che s’è fatto apprezzare in tante occasioni con le sue invenzioni dal pubblico parmigiano (per tutti, 5 luglio). Più che uno spettacolo in senso stretto, il suo progetto è una trama di passeggiate per il Giardino Ducale guidate da un personaggio spinto dal desiderio di dialogare con chiunque incontri, di impararne lingua e sogni. O si pensi a Panchine, creazione del Teatro delle Briciole curata da Elisa Cuppini che si interroga su un oggetto, la panchina, in via di estinzione e simbolo di uno spazio collettivo del vivere urbano (per tutti, 12 e 13 luglio). O a Intavolati, a cura della stessa Cuppini e di Savino Paparella, esito di un laboratorio per adulti del Teatro delle Briciole che racconta cos’è oggi la città, quella reale e quella invisibile (6 luglio, in programma all’Arena estiva del Teatro al Parco, che in questa quarta edizione viene valorizzata e ospita molti appuntamenti).

 

E si pensi alla stessa interazione che si vuole promuovere con lo spazio urbano in appuntamenti come Ruedis_ruote di confine, spettacolo di danza urbana itinerante nel Giardino Ducale che racconta la Grande Guerra attraverso una parata di sei danzatori, tre musicisti dal vivo e sette biciclette d’epoca (per tutti, 25 luglio), o a Electric counterpoint, dove la musica di Steve Reich eseguita dal vivo crea nuovi intrecci con il linguaggio corporeo delle danzatrici e quello architettonico del Palazzo Ducale (per adulti, 17 luglio). O si pensi a come il Tempietto d’Arcadia riscopra una naturale vocazione di luogo di piccole rappresentazioni di teatro all’aperto con i due atti unici Taci Emilia! – L’addio di Prospero, ribellioni teatrali a partire da due capolavori di Shakespeare di e con Bruno Stori (per adulti, 6 luglio), e con Futuro illeggibile, creazione del Teatro delle Briciole a cura di Savino Paparella, reading che nel primo capitolo ripercorre il genere fantascienza da Bradbury a Buzzati, e che quest’anno presenta anche il secondo episodio, Incontri ravvicinati non si sa di che tipo, che sconfina nella narrativa fantasticante di Ermanno Cavazzoni (per adulti, 12 e 13 luglio).

 

Insolita, come detto, è anche l’apertura verso tecniche e stili della creazione artistica. Si pensi a come la musica dal vivo si integri variamente con la danza, nei due spettacoli sopra citati, o alla ricchezza di una compresenza nello stesso programma di esperienze così differenti come il recupero della musica popolare emiliana per strumenti a fiato de L’usignolo (per tutti, 4 luglio) e la indie world music dei Trouble Notes, per la prima volta a Parma con Grande masquerade e il suo mix di sound klezmer, classico, gitano, jazz e balcanico (per adulti, 1 agosto), o come la musica si integri con la persona nel caso di Santiago Moreno, L’uomo orchestra, collegato a un congegno di quindici strumenti che suona contemporaneamente da solo, trasformando la musica in una perfomance al confine con il teatro (27 luglio, per tutti). O a come la musica intesa come suono ancestrale espresso da cento strumenti a percussione provenienti da tanti Paesi si faccia racconto ne Il ritmo della terra di Luciano Bosi (11 luglio, per adulti e bambini dai 3 anni).

 

Diverse tecniche del teatro di figura sono invece impiegate da Riccardo Reina nei Corti di carta, tre blitz estemporanei tra gli appuntamenti del Festival che esplorano un materiale, la carta, forse destinato a scomparire (creazione del Teatro delle Briciole, per tutti, 5, 12 e 13 luglio). Il teatro di figura interagisce con la narrazione ne Il fiore azzurro di e con Daria Paoletta, viaggio di crescita ispirato a un’antica fiaba popolare zigana (per adulti e bambini dai 6 anni, 27 luglio).

 

La musica elettroipnotica del dj David Maillard si intreccia con il circo contemporaneo, concepito e agito come linguaggio totale in Flaque, uno spettacolo dei giovani artisti francesi della Compagnie deFracto, per la prima volta a Parma (per adulti e bambini dai 7 anni, 18 e 19 luglio). Le acrobazie, le giocolerie, la danza esplosiva di Guillaume Martinet e Eric Longequel trasmettono agli spettatori un’energia contagiosa, e li trasportano in un universo dove le regole sono costruite per essere trasgredite. E un intreccio di danza contemporanea, narrazione e riflessione sull’economia, giocate sull’ironia e sul paradosso è invece Trattato di economia, che apre il Festival (26 giugno, per adulti). Cos’è il denaro? Come funziona l’economia? All’ombra di un titolo scherzosamente serioso, Roberto Castello e Andrea Cosentino smontano, con le armi di una caustica vena surreale, le false verità del conformismo ideologico imperante, che dal dominio della finanza e del mercato sconfina nelle imposizioni della società dello spettacolo.

 

Biglietteria

 

La maggior parte degli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

 

Biglietti degli spettacoli Trattato di economia, R. osa, Flaque, Il fiore azzurro: intero 5€, ridotto 3€ (under 18, over 65), in vendita a partire dal 20 giugno nei punti vendita Vivaticket e sul sito www.vivaticket.it. Presso i luoghi di spettacolo la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio delle rappresentazioni. Tel 0521 989430, biglietteria@solaresdellearti.it, insolitofestival@gmail.com.

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