Published On: mer, lug 5th, 2017

Mangiamo qualcosa insieme?

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di Giorgia Fieni – Spesso, in questi articoli, mi soffermo sulla parola “convivialità”. Sono infatti profondamente convinta del fatto che, consumando il cibo in compagnia, se ne guadagni in salute e in buonumore. Tutto sta ora nel decidere in che modalità.

Il brunch da noi è passato quasi inosservato. Siamo abituati ad alzarci presto, a fare colazione, vivere la mattinata, pranzare…anche di domenica, ma rimanendo in pigiama…difficilmente ci alziamo alle 10 e ci vestiamo solo per gustare qualcosa a metà tra una colazione e un pranzo in un locale apposito.

Molto meglio la formula aperitivo: uscire dal lavoro e fermarsi a bere con i colleghi o gli amici è decisamente più alla nostra portata. Cocktails, frutta secca, vino, cornetti salati, olive, analcolici, salumi e formaggi…tutto va bene e chiunque può trovare la propria formula preferita per rilassarsi e distrarsi dalla lunga giornata.

Poi ci sono pranzi e cene…classici momenti di invito (assieme al “ci beviamo un caffè” che è il meno impegnativo di tutti). La pizza è immancabile: non esiste compleanno, fine anno scolastico o fine corso (sportivo, musicale o di altra natura) senza una “pizzata” in compagnia…accontenta tutti. Chi si conosce da molto tempo e sa quali sono i gusti altrui invece può provare qualcosa di differente.

Al di là del ristorante etnico, per un’esperienza conviviale originale vi do alcuni consigli. Le cene con delitto: quelle dove si immagina di assistere ad un omicidio e si cerca di individuare il colpevole improvvisandoci tutti “la signora in giallo” della situazione. Il menù tattile: riprendendo i concetti della cucina futurista degli anni ’30, si assaggia prima con i sensi e per ultimo con la bocca. Il cibo solidale: avanzi e parti di scarto passano dal secondo piano al ruolo di protagonisti…per imparare che niente si butta e tutto si ricicla (anche le stoviglie, create con materiali commestibili o almeno ecocompatibili). Consumare il pasto in un negozio: al di là del ristorante, ora si mangia in panetteria, in macelleria…e pure nei negozi dei fioristi. Nel 2016, in Lombardia, si è anche tentato l’esperimento (che pareva azzardato ma in realtà aveva un precedente a Londra) di mangiare la cena a tavola completamente nudi.

Le frontiere della convivialità sono dunque apertissime ad ogni idea…che aspettate a trovare la vostra?

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