Published On: mer, lug 26th, 2017

La Pedagogia della Lumaca: i 10 diritti naturali dei bambini e delle bambine

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La scuola odierna è centrata sul mito della velocità, della competizione, come criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita. Siamo nell’epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni nel nostro “modo di vivere”. Oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del voglio tutto e subito, oggi è necessario intraprendere un nuovo percorso educativo. Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla “Pedagogia della Lumaca” e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola e una società lenta e nonviolenta. Gianfranco Zavalloni è stato un maestro elementare per 16 anni e poi dirigente scolastico. Faceva anche il burattinaio per passione. Era un ecologista ed un illustratore. Ha dedicato gran parte della sua vita al mondo della scuola e dei bambini, fondatore della Pedagogia della Lumaca. Proprio pensando ai bisogni dei bambini aveva stilato questo decalogo con i diritti naturali dei bambini.

E questa era la sua introduzione ai diritti:

“Molto spesso, in questi ultimi tempi, ci si ritrova a riflettere e a discutere sul problema dei diritti dei bambini e delle bambine. La prima cosa che generalmente io faccio, quando affronto questi temi, è quella di mettermi nei panni dei bambini e delle bambine. Credo infatti che sia importante fare memoria, cioè ripensarci noi bambini, ripensare a quando noi eravamo bambini e bambine.” G. Zavalloni

Ed allora ecco i 10 diritti naturali dei bambini e della bambine:

Diritti che ogni genitore ed educatore dovrebbe leggere. Diritti che ci riportano a pensare alla nostra infanzia e a quello che facevamo noi!

 

1. IL DIRITTO ALL’OZIO, a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti;

 

2. IL DIRITTO A SPORCARSI, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti;

 

3. IL DIRITTO AGLI ODORI, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura;

 

4. IL DIRITTO AL DIALOGO, ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare;

 

5. IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI, a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco;

 

6. IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO, a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura;

 

7. IL DIRITTO ALLA STRADA, a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade;

 

8. IL DIRITTO AL SELVAGGIO, a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi;

 

9. IL DIRITTO AL SILENZIO, ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua;

 

10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE, a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte, la luna e le stelle;

Mi rendo conto che non sono tutti “diritti” facilmente attuabili soprattutto se si vive in una città caotica, sarà difficile riuscire a respirare aria pura, giocare liberamente in piazza, godersi il canto degli uccelli o ammirare le stelle, ma si può trovare il modo per far vivere questi diritti, anche magari organizzando il sabato o la domenica una gita in montagna o al mare e lasciando i bambini liberi di divertirsi all’aria aperta! Che ne pensate? La lentezza espressa attraverso l’uso del cervello, sviluppa la creatività. Lo scrittore Luis Sepùlveda, autore di una straordinaria favola intitolata “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, arriva perfino ad attribuire alla lentezza il valore di un comportamento di rottura, di un gesto rivoluzionario. «È una nuova forma di resistenza, in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo». Allora Buone vacanze lente a tutti voi!

dott.ssa Marta Tropeano 

martatropeano@tiscali.it 

 

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