Published On: mer, set 13th, 2017

IL GOVERNO DEL CRAC – ‘BOSCHI E GHIZZONI? TUTTI CI OCCUPAVAMO DI ETRURIA’. RENZI NEL SUO LIBRO AMMETTE L’INCONTRO TRA LA MINISTRA E L’AD UNICREDIT, PER CUI MARIA ETRURIA AVEVA PROMESSO QUERELA CONTRO DE BORTOLI (INFATTI MAI PRESENTATA) – SEGUONO OFFESE A FLEBUCCIO, IL ‘DIRETTORE MEGAGALATTICO CHE ANTEPONE LE OPINIONI AI FATTI’

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L’ammissione è duplice: anche se Maria Elena Boschi ha chiesto a Federico Ghizzoni di aprire il dossier Banca Etruria, non c’ è niente di male: così facevan tutti. Il contrordine sulla linea di difesa dell’ ex ministro delle Riforme arriva direttamente da Matteo Renzi. Il mezzo è Avanti , la fatica letteraria dell’ ex premier, uscita ieri in libreria mentre il decreto sulle banche venete otteneva l’ ok della Camera con la fiducia posta dal governo tra proteste feroci.

 

Nel libro Renzi attacca di nuovo Ferruccio de Bortoli. A maggio scorso l’ ex direttore del Corriere della Sera ha rivelato nel libro Poteri forti (o quasi) che a inizio 2015 la Boschi si rivolse all’ allora amministratore delegato di Unicredit chiedendogli di salvare Etruria, dove era vicepresidente il padre Pier Luigi, entrato nel cda nel 2011.

Ghizzoni affidò il dossier a una manager di fiducia, che arrivò alla conclusione che l’ operazione non si poteva fare. Un mese dopo, la Banca d’ Italia commissariò la popolare, multandone i vertici. La Boschi – che ha giurato in Parlamento di non essersi mai occupata della banca – due mesi fa ha annunciato querela, ma non l’ ha ancora presentata.

 

Renzi descrive quello di de Bortoli come “un presunto scoop. Poi derubricato a fatto normale per ammissione stessa dell’ autore”, accusandolo non di mentire, ma di essere lo stolto che “guarda il dito (Etruria, ndr)”anziché il saggio “che indica la luna (la crisi bancaria e gli errori della Banca d’ Italia, ndr)”.

 

Poi arriva lo sfogo: “Ma il dossier popolari, il dossier Etruria, erano sotto gli occhi di tutti: non c’ era certo bisogno che lo dicessero Ghizzoni o Boschi. Eppure De Bortoli, in passato prudente su molte operazioni bancarie dei primi anni duemila, decide che l’ incontro tra un ministro e l’ ad di una delle principali banche del Paese, peraltro molto esposta sull’ aumento di capitale di Vicenza (che Bankitalia aveva designato a salvatrice), sia la notizia intorno alla quale lanciare il proprio libro”.

Seguono offese a de Bortoli (“direttore megagalattico”, “antepone il proprio giudizio alla realtà dei fatti”). Nessun collegamento con il fatto che in Etruria ci fosse il padre del ministro e che non si parlasse di riforme ma di banche, materia di cui è titolare Pier Carlo Padoan. Il Fatto ha poi rivelato che Vincenzo Consoli, ex dg di Veneto Banca incontrò il ministro Boschi a casa del padre a Laterina nel marzo del 2014 per discutere di Etruria.

 

L’ uscita di Renzi serve a preparare il terreno alla possibilità che Ghizzoni confermi tutto davanti alla commissione d’ inchiesta parlamentare sulle banche, quando si insedierà, probabilmente a settembre. Circostanza che però potrebbe avverarsi prima.

I senatori di Idea, Gaetano Quagliariello e Andrea Augello chiederanno infatti l’ audizione urgente di Ghizzoni in commissione Finanze al Senato. Ieri hanno depositato una lunga interrogazione indirizzata a Padoan per chiedergli conto degli strani interventi a gamba tesa fatti sulle banche da Palazzo Chigi.

 

Oltre a citare Graziano Delrio, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha ammesso di aver bussato a Bper, l’ interrogazione dice che “anche il ministro Lotti sollecitava il coinvolgimento di altre banche popolari della stessa filiera di Etruria”. I rumors parlamentari indicano nella Popolare di Bari il destinatario delle pressioni di Lotti a cui i due interroganti alludono (la banca smentisce).

  www.dagospia.com

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