Published On: mer, ott 11th, 2017

La libertà

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di MARCELLO VALENTINO – Essere liberi… la libertà? Sembra una parola semplice, ma esprime un concetto enorme, ma chi è veramente libero? Il giornalista che vi sveglia al mattino con le sue filippiche che sembrano le più giuste del mondo, ma che prima di leggervele ha appena concordato con il suo direttore di non andare oltre il consentito, che bella libertà. Grillo, Di Maio o Casaleggio sono liberi? Da chi? è da che cosa? e cosa dicono o fanno in piena libertà? Totò avrebbe detto… “Ma ci faccia il piacere”. Eppure tanta gente ci crede, non si sa in che o cosa, perché nulla è chiaro, ma loro la chiamano libertà. Libertà di che? Pizzarotti è libero? Lui lo sa che non l’ho è mai stato per tante ragioni, ma non ve le dirà mai…. perché ognuno è libero o si illude di esserlo alla propria maniera, ma è contento? Forse si, forse no… È libero e legittimo il governo che abbiamo? E da chi è stato eletto? Oggi viviamo in un paese in confusione, con un governo abusivo che nessuno ha eletto, un colpo di stato silenzioso che tutti hanno permesso senza muovere un dito, deputati e senatori che matureranno le loro pensioni d’oro senza averne alcun diritto perché abusivi, una truffa ai danni degli italiani, perché ancora una volta privati del loro diritto più elementare, il voto. E chi vi ha informato? i giornali che comprate e leggete tutti i giorni? O vi hanno addolcito la pillola? Come si chiama tutto questo collusione? MAFIA DI STATO? È questa forse la libertà che sognate e volete? Guardate alla Catalogna e al coraggio che ha la sua gente, quella sì che è voglia di libertà, anche a costo di rischiarla. Anch’io, oggi, vi sto facendo un discorso strampalato senza capo né coda dove vi vorrei spiegare, ma forse non ci riuscirò. Cos’è la libertà? Ho avuto tanti direttori per il mio giornale, tanti. Uno più interessato dell’altro e tutti si sono illusi di aver fatto chissà che cosa durante il loro incarico senza fare nulla se non i loro meschini interessi, perché non erano in grado di fare altro. Se uno vuole fare il direttore di un giornale lo deve creare, se lo deve costruire a sua immagine, lo deve sentire suo e prima di tutto deve credere in quello che fa, anche quando va in cerca di contributi per sostenerlo, altrimenti è un servo, perché un giornale non nasce per caso o per fortuna, ma per tanti altri motivi, principalmente per sentirsi liberi, liberi veramente di non avere padroni, i soliti padroni che tutti hanno e avranno sempre. Liberi di portare avanti le proprie idee, battaglie, come la mia contro l’anatocismo, contro le banche usuraie e truffatrici, rischiando in prima persona. Alla fine, ma non è mai la fine, tante banche sono fallite e l’anatocismo non possono più praticarlo per legge, ma… O la battaglia contro i giudici corrotti e collusi con le banche stesse, ancora da vincere e che forse non si vincerà mai, perché chi può vincere contro chi può giudicare ma non può essere giudicato. Anomalia enorme e gravissima dello stato italiano, un dittatore avrebbe fatto meglio. Fra qualche tempo se questo giornale non troverà qualcuno che lo porterà avanti chiuderà con mio grande dolore e dispiacere. Ma d’altronde la libertà è anche questa, essere liberi di fare ciò che si vuole, anche di chiudere con le proprie idee. Parmigiani, avete avuto una bella fortuna fino ad adesso, leggere Zerosette per ben dodici anni senza spendere un centesimo, chi altri? Ma non disperate, per adesso forse tutto questo non finirà, un po’ come la libertà, ma non sempre andrà così. La libertà ha un costo troppo alto che non tutti sono disposti a pagare.

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