Published On: mer, ott 11th, 2017

Fuga delle forchette

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di GIORGIA FIENI – Un tempo si parlava di “fuga dei cervelli”: ci si riferiva a persone laureate (ingegneri in special modo) che lasciavano l’Italia per “cercare fortuna” altrove. Adesso il fenomeno è in aumento: la crisi, le mancate opportunità di lavoro per i giovani e i guadagni più bassi spingono molti a trasferirsi per veder realizzati i propri obiettivi. Tra di loro anche molti del settore ristorazione.

Costoro, ritrovandosi all’estero, in genere scelgono la via più semplice ma che funziona sempre: proporre le specialità italiane. Alcuni in modalità classica: pizza, pasta, gelato, ricette della tradizione. Altri scelgono invece formule più innovative, concentrandosi su un solo alimento tipico e declinandolo in molte maniere diverse oppure proponendo il cibo su un motorino o un food truck (lo fa anche Emanuele Filiberto di Savoia) o in negozi pop up (di durata limitata).

Poi ci sono coloro che scelgono un altro Paese per diffondere un’idea, oltre che un modo di mangiare. I vegetariani. Il senza glutine. La cucina kosher. La commistione di generi (a Parigi per esempio esiste la “trattonomia”, un mix tra trattoria e bistronomia, ma segnaliamo anche altri luoghi dove si è iniziato a mangiare, come i negozi di fiori, le librerie, il teatro). Il miglioramento della ristorazione pubblica nelle mense o nei distributori automatici…o trasformandola in un servizio a domicilio se non addirittura in un tram viaggiante!

Tutti hanno comunque ben chiaro in testa quanto conti la tecnologia e quanto sia importante farsi conoscere tramite i social. Facebook, Twitter, TripAdvisor e Instagram sono un mezzo pubblicitario irrinunciabile e saper usare un computer, una app o anche solo un microonde o un abbattitore aiuta a semplificarsi le giornate lavorative.

Qualunque sia la scelta, resta il fatto che l’idea e l’innovazione sono fondamentali per chi “fugge”: la cucina italiana nel mondo è da sempre vista come una delle migliori per cui saperla far conoscere con rispetto (materie prime di qualità) e fantasia può decretare il successo o il fallimento. Personalmente plaudo sempre queste iniziative…anche se spero che anche in Italia ci possa essere maggiore spazio per accoglierle e promuoverle.

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