Published On: mer, ott 25th, 2017

Fast + Slow = Food!

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di Giorgia Fieni – Nel 1986, con l’apertura del primo McDonald’s a Roma, anche in Italia abbiamo iniziato a familiarizzare col concetto di “fast food”: cibo veloce, servito uguale in ogni parte del mondo, a base di intingoli e grassi. Poi, la reazione, che portava il nome dei suoi promotori, “slow food”: cibo naturale, coltivato e allevato a km zero, diverso a seconda delle zone geografiche, del clima e della stagione. E adesso siamo arrivati alla via di mezzo, quella dove questi due opposti modi di alimentarsi cercano un terreno comune per arrivare al consumatore al meglio delle proprie possibilità e per offrirgli innovazione e salute.
McDonald’s stesso sta cambiando. Il re dei fast food non solo propone hamburger ispirati alla tradizione locale ed alla stagionalità, ma aumenta anche i propri servizi, primo fra tutti installando colonnine touch-screen in cui scegliere il menù (che verrà poi portato direttamente al tavolo) e pure aumentando i posti di lavoro. Lo stesso fa Ikea, trasformando l’open space in un vero ristorante, con proposte vegane ed ecosostenibili. I supermercati saranno cooperativi: i clienti diventano soci investitori e lavoratori (anche solo poche ore al mese) e sono chiamati a prendere decisioni sui prodotti da offrire.
La cucina casalinga, al contrario, apre non solo le porte ma anche le frontiere: nel 2016 in America il “New York Magazine” proclama la Cacio & Pepe “piatto più cool dell’anno”, in Francia si mangiano più pizze che in Italia e in Gran Bretagna il piatto nazionale non è più il Chicken Tikka Masala (il pollo al curry che appena quindici anni fa era stato proclamato, dal Ministro degli Esteri Robin Cook, come “la prova della capacità di questo Paese si assorbire l’influenza esterna e adattarvisi”) bensì la Pasta al pomodoro. Inoltre proprio Slow Food promuove la comunità del cibo attraverso la tecnologia e lo scambio di informazioni, per farne conoscere e valorizzare il lavoro.  E infine chi soffre di allergie o celiachia o è vegano non viene più considerato strano ma può manifestarsi ottenendo menù ad hoc…anche dai grandi chef.
Dialogo. Comprensione. Conoscenza. Cultura. Condivisione. Solo rispettando questi aspetti del cibo si può ottenerne il meglio.

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