Published On: mer, nov 8th, 2017

Bugie o Verità?

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di GIORGIA FIENI – Ci sono alcune convinzioni che abbiamo sul cibo che non sono propriamente corrette. Provengono dalle credenze popolari e dalle esperienze personali, per lo più, ma alcune ci sono anche state inculcate dalle industrie o dai mass media…per vendere o per convincerci che il loro prodotto sia migliore degli altri…ma la scienza e la verità agiscono in un altro modo.

L’esempio più lapalissiano in tal senso è quello dell’allarmismo. Continuamente sul giornale si leggono titoli tipo “ricoverato in ospedale vittima del cibo” con corredati commenti di esperti di settore che affermano la pericolosità di un determinato alimento…salvo poi trovare dopo qualche mese una mezza smentita in cui si arriva alla solita, inevitabile nonché unica conclusione: non esiste un cibo che “fa male”…a meno di essere intolleranti, basta seguire un regime variegato, bere molta acqua e praticare costante esercizio fisico e saremo preservati dai gravi pericoli.

L’acqua è tra l’altro anch’essa soggetta a fraintendimenti. La pubblicità mette sempre in evidenza determinate sue caratteristiche, come se solo quella marca potesse garantircele. In realtà tutte le acque facilitano la diuresi, vanno bevute costantemente, rendono la pelle più bella e depurano dalle scorie. Dovrebbero anche essere tutte incolori e insapori, ma a dire il vero la differenza di concentrazione di determinate sostanze le rende differenti al palato…ed è questo alla fine l’unico criterio che dovremmo seguire.

Un’altra convinzione sbagliata è infatti purtroppo quella della capacità di scelta del consumatore. Uno studio del Journal of Consumer Research ha evidenziato come “le persone che fanno la spesa valutano un alimento come salutare solo quando costa di più”. Nella nostra testa pensiamo che la coltivazione biologica sia più dispendiosa di quella che non lo è e associamo il cosiddetto “cibo spazzatura” al basso prezzo, ma in realtà queste sono solo scorciatoie a cui crediamo pur di non prenderci due minuti di tempo per leggere le informazioni nutrizionali presenti su tutte le etichette.

Il che è anche la soluzione per distinguere le bugie dalle verità. L’informazione è sempre il rimedio migliore contro la stupidità. Nessuno può farci credere a una mezza fandonia se sappiamo dove sta il confine tra il certo e l’incerto. Quindi mangiate…ma leggete, anche.

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