Published On: mer, nov 22nd, 2017

Honda Clarity Fuel Cell: prima prova dell’auto ad idrogeno

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L’Italia è ancora indietro nello sviluppo dell’idrogeno, ma la situazione ora appare sbloccata. Provata la Honda Clarity Fuel Cell

Il mondo dell’automotive sta pensando molto ai carburanti alternativi per le vetture, come abbiamo anche visto all’ultimo Salone di Francoforte 2017: non più solamente benzina e diesel, che in alcune nazioni verranno addirittura bandite tra un po’ di anni, ma soprattutto l’elettrico e l’ibrido. Un po’ meno si sta parlando dell’idrogeno, uno dei vettori a zero emissioni di CO2 e prodotto in maniera sostenibile.
In alcuni paesi, come il Giappone o gli Stati Uniti, è già abbastanza popolare, mentre in Europa solamente adesso sta crescendo. Purtroppo, come capita per altre situazioni, l’Italia è ancora più indietro ed attualmente solamente a Bolzano c’è una stazione di ricarica attiva. I classici problemi burocratici e legislativi hanno prolungato i tempi per poter sviluppare questo settore, ma ora la situazione appare sbloccata: entro il 2020 saranno 20 i distributori, che diventeranno 200 nel 2025.
L’obiettivo è riuscire a coprire inizialmente buona parte del Nord Italia, con la direttrice Modena-Brennero in particolare, per poi riuscire a rendere coperta tutta la penisola, per arrivare anche in Sicilia e Sardegna. Fino ad allora, tuttavia, sarà difficile pensare alla vendita ai privati di questo tipo di vetture, vista l’impossibilità di fare rifornimento, mentre per flotte e bus la situazione è un po’ diversa ed a Bolzano ci sono già 5 autobus ad idrogeno operanti regolarmente sul territorio.
Sono stato proprio nella città altoatesina per scoprire e testare la Honda Clarity Fuel Cell, la vettura alimentata esclusivamente ad idrogeno della casa giapponese. Per quello che dicevamo prima, infatti, questa auto non è attualmente in vendita in Italia (c’è però l’ipotesi di inserirla nel mercato quando aumenterà il numero di stazioni di rifornimento), mentre sta avendo un discreto successo in Giappone, dove il prezzo di vendita è pari a circa 57.000 euro.

Rispetto alla versione precedente del 2006 (FCX Clarity), sono state fatte tante migliorie a questo modello, soprattutto dal punto di vista tecnico e di dimensioni. I tecnici della casa giapponese hanno lavorato soprattutto sul motore, riducendolo addirittura del 33% come dimensione, con ovviamente grandi benefici anche dal punto di vista del peso, grazie pure all’utilizzo diffuso dell’alluminio nella carrozzeria. Il propulsore è diventato così più piccolo di un classico V6 (potrà essere utilizzato anche su altre vetture), consentendo cinque reali posti a sedere nell’abitacolo, con due serbatoi da 117 e 24 litri per l’idrogeno. Oltre ad un design estetico molto più sportivo e gradevole, sullo stile di una classica berlina.
Effettivamente, salendo a bordo della Honda Clarity Fuel Cell ho notato il grande spazio e la possibilità di essere utilizzata da cinque occupanti, seppur quattro resti il numero ideale per stare comodi, soprattutto se c’è la necessità di fare tanti chilometri. Un po’ ridotta, invece, è la capacità del bagagliaio, dove ci staranno al massimo un paio di valigie. Restando per la prima parte del test sul sedile posteriore da passeggero, ho sentito un po’ troppo rumore, in particolare a velocità più elevate, nonostante l’utilizzo di materiali fonoassorbenti per rendere l’abitacolo più silenzioso.
E’ stato poi il tempo di mettermi al volante e la vettura giapponese mi ha piacevolmente sorpreso. Il motore a celle a combustibile da 174 CV e 300 Nm di coppia massima ha mostrato una bella grinta ed un ottimo spunto, in particolare quando utilizzavo la modalità sport, con la possibilità di viaggiare in completo comfort (sia in città che in autostrada) o anche di divertirmi un po’, lungo la panoramica strada del vino tra Bolzano ed Egna, quando ho provato a spingere un po’ di più il piede sull’acceleratore. La tenuta di strada della Clarity Fuel Cell è molto buona, così come lo sterzo ha sempre risposto con prontezza, quando ho affrontato un percorso misto, con qualche curva. Nonostante i chilometri percorsi non siano stati molti e, quindi, si tratta di un giudizio parziale.
La tappa finale è stato il rifornimento, alla già citata stazione di Bolzano: sono serviti circa tre/quattro minuti per riempire i serbatoi di idrogeno e poter ripartire. Un tempo solo di poco superiore al classico rifornimento di benzina o diesel, ma decisamente molto più veloce della ricarica di una batteria elettrica. Visto che l’autonomia dichiarata è di circa 650 chilometri, quando le infrastrutture saranno pronte, le auto ad idrogeno potranno certamente essere una valida alternativa alle vetture classiche, ibride o elettriche. Anche se i costi, sia per l’acquisto della vettura che per l’idrogeno, sono attualmente ancora un po’ troppo elevati…
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