Published On: mer, dic 20th, 2017

Jaguar E-Pace, al volante del nuovo Suv compatto inglese. Tecnologia, comfort e dotazione di sicurezza al top

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Cucciolo di Giaguaro, benvenuto al mondo. Si chiama E-Pace ed è il secondo Suv del costruttore inglese dopo la F-Pace e prima di vedere all’opera la I-Pace, che sarà la prima auto elettrica del Giaguaro. La E-Pace è la Jaguar più piccola in listino e sarà anche la prima ad essere prodotta lontana dall’isola britannica, precisamente a Graz, presso gli impianti della Magna Steyr mentre per la Cina ci penserà lo stabilimento della Chery a Changshu.

Tutto in meno di 4,4 metri. La E-Pace è lunga 4,39 metri, dunque è l’avversaria dichiarata dell’Audi Q3, della BMW X1 e della Mercedes GLA, ma con l’onere di essere una Jaguar. E ci riesce benissimo per quanto riguarda lo stile perché è compatto e atletico allo stesso tempo, grazie in particolare al gioco visivo tra i parafanghi muscolosi e il montante, ma anche grazie ai grandi passaruota – che possono ospitare anche cerchi da 21”, caso unico in questa categoria – e allo sbalzo anteriore particolarmente corto per un’auto a motore trasversale e che avrà anche la trazione anteriore. Questa invece non è una novità per la Jaguar visto che la prima era stata la X-Type nel 2001. La F-Pace nasce sul pianale della Range Rover Evoque, ma la scocca adotta una maggior quantità di acciai speciali forgiati a caldo e utilizza l’alluminio per i cofani, i parafanghi anteriori, il tetto e le sospensioni, montate su sottotelai ancorati rigidamente alla scocca.
Sicurezza dentro e fuori strada. Tra le altre particolarità tecniche della E-Pace c’è anche il sistema di trazione integrale Adaptive Drive che provvede a disinserire l’albero di trasmissione per diminuire i consumi e reinnestarlo in 300 ms, inoltre il differenziale posteriore è provvisto di due frizioni multidisco che ripartiscono attivamente la coppia tra le due ruote. A richiesta ci sono gli ammortizzatori elettronici e, tra i programmi dell’ESP, ci sono anche il torque vectoring realizzato attraverso frenate selettive e l’All Surface Progresso Control che regola la velocità su fondi a bassa aderenza e attivabile selezionando la modalità Ice/snow/rain invece di Eco, Sport e Comfort che influenza meccanica e telaio. Ricca anche la dotazione di sicurezza. Il controllo dell’angolo cieco aiuta con lo sterzo e non dà solo avvisi, così come il sistema di mantenimento della corsia a la frenata autonoma tiene conto dei pedoni. A proteggere quest’ultimi ci sono anche il cofano che si solleva in caso di urto e un airbag che fuoriesce sotto il parabrezza.
La propria auto al polso. L’abitacolo è spazioso, soprattutto per i bagagli con un vano che parte da ben 577 litri e può arrivare a 1.234 litri abbattendo lo schienale 60/40. Senza la ruota di scorta, sotto il fondo ci sono altri 93 litri. Buona anche l’abitabilità posteriore, con un’accessibilità che è penalizzata solo un po’ in altezza per quelli più alti. Il posto guida ha un’impostazione sportiva, la strumentazione è digitale (optional) e il sistema Touch Pro ha lo schermo da 10 pollici, è particolarmente avanzato, ma non consente il mirroring con dispositivi esterni, almeno non per ora. C’è la possibilità di monitorare e agire sul veicolo a distanza tramite smartphone e, come su altri veicoli del gruppo, l’Activity Key, ovvero un braccialetto che fa da chiave così da poter fare attività fisica senza la chiave vera da sistemare. Si possono avere anche il tetto panoramico fisso, anche con verniciatura scura ad unirlo visivamente con parabrezza e lunotto, e i fari anteriori possono avere la tecnologia a matrice di Led.

Cuore in alluminio, carattere da Jaguar. I motori in gamma sono tutti 2 litri in alluminio della famiglia Ingenium: diesel da 150 cv – anche a trazione anteriore con 4,7 litri/100 km pari a 124 g/km di CO2 – o 180 cv o biturbo sequenziale da 240 cv mentre il benzina hanno 249 cv o 300 cv (0-100 km/h in 6,4 secondi, 243 km/h). Le unità a gasolio hanno il filtro SCR per gli ossidi di azoto, quelle a ciclo Otto invece hanno la distribuzione con comando elettroidraulico delle valvole che permette il controllo cilindro per cilindro della fasatura e dell’alzata, sia del lato aspirazione sia di quello di scarico. Il cambio è manuale per il diesel da 150 cv (unico disponibile anche a trazione anteriore) e da 180 cv, a richiesta c’è l’automatico a 9 rapporti che è di serie per tutte le altre varianti. Abbiamo provato il diesel da 180 cv, piuttosto brillante ma non propriamente silenzioso, e il benzina da 300 cv, dotato di una bella progressione, ma che viceversa piacerebbe avere con un rombo all’altezza di una Jaguar. In ogni caso, si apprezza la silenziosità stradale e aerodinamica. Le sospensioni non sono morbide, ma precise nell’assorbimento. La guida è gradevole, soprattutto grazie allo sterzo: preciso, sensibile al punto giusto, in linea con il carattere di una Jaguar.

fonte leggo motori

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