Published On: gio, feb 1st, 2018

Pamela, uccisa e fatta a pezzi a 18 anni e poi messa in un trolley: fermato un nigeriano

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Catturato. C’è un uomo in stato di fermo per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta pezzi, il cui cadavere smembrato è stato rinvenuto in due trolley nelle campagne diPollenza. Si tratta di un nigeriano, già noto alle forze di polizia. È stato a lungo interrogato in caserma e successivamente accompagnato dai carabinieri in un condominio in via Spalato 124 a Macerata. A quanto si è potuto vedere era in manette.

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L’uomo è stato individuato grazie alle immagini del sistema di sicurezza nei pressi di una farmacia a Macerata, nelle quali appare mentre sta seguendo la 18enne scomparsa. Da quello che si è appreso, i carabinieri si erano attivati subito dopo la denuncia della scomparsa di Pamela, che si era allontanata volontariamente dalla comunità ‘Pars’ di Corridonia il 29 gennaio, e avevano capito che non se era andata via dalla zona, arrivando al massimo fino a Macerata. Non risulta che abbia preso treni, bus o pullman. Il nigeriano, che si trova in Italia regolarmente, ha ammesso di avere notato e seguito Pamela, ma di averla poi persa di vista. Ha negato anche qualunque coinvolgimento nell’omicidio e, anzi, avrebbe indicato altre persone che, secondo lui, potrebbero essere implicate. In queste ore sono in corso ulteriori perquisizioni nelle case di queste persone.

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Ha ucciso e fatto a pezzi una ragazza di 18 anni, abbandonando poi nelle campagne di Pollenza, nel Maceratese, due trolley contenenti il corpo smembrato. Dagli accertamenti dei carabinieri di Macerata e dall’ispezione medico-legale è emerso che si tratta di Pamela Mastropietro, romana, ospite da alcune settimane della comunità di recupero ‘Pars’ di Corridonia (Macerata) da cui si era allontanata volontariamente il 29 gennaio, senza telefono e senza documenti, ma portando con sé un grande trolley rosso e blu, forse proprio uno di quelli in cui sono state trovate parti del cadavere. Il corpo smembrato, senza vestiti, era perfettamente pulito e non presentava tracce di sangue.

«Spero tanto che non sia lei», ha detto la madre della vittima dopo il ritrovamento del cadavere, attribuito alla figlia. «Non ho alcuna idea del perché si sia allontanata dalla comunità – ha spiegato – e di quel che è accaduto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come ha fatto. Ora ci stiamo preparando per andare nelle Marche, ma qualcosa in più ci hanno detto che si saprà solo più tardi». Era stata la stessa madre a denunciare la scomparsa ai carabinieri della stazione di San Giovanni, a Roma. Alta un metro e 65, occhi e capelli castani, Pamela già in precedenza aveva provato a scappare da un’altra struttura che la ospitava. I carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Macerata stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le fasi successive all’allontanamento della giovane dalla comunità.

Importante anche capire in quali frangenti siano state abbandonate le valigie con il corpo a Pollenza. Gli investigatori, coordinati dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, hanno acquisito i filmati girati dalle telecamere di videosorveglianza di aziende della zona. Alcuni residenti hanno riferito che i loro cani da ieri sera alle 23 avevano iniziato ad abbaiare senza sosta. Una circostanza che potrebbe riportare a quell’ora l’abbandono della valigie da parte dell’assassino.

Ma le indagini stanno vagliando anche amicizie, frequentazioni e ambienti in cui si muoveva a Roma la ragazza. Del suo caso si è occupata la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Nella scheda dedicata a Pamela si legge che «sta attraversando un momento di grande fragilità e potrebbe aver bisogno di aiuto». Bisogna capire a chi si è rivolta in cerca di aiuto, o chi ha incontrato sulla sua strada. Un omicidio efferato e spietato che non sembra collocarsi nello scenario del delitto d’impeto e che ricorda, piuttosto, il famoso caso di Elizabeth Short, la ‘Dalia nera’, uccisa, fatta a pezzi e abbandonata in un prato a Los Angeles nel 1947. Un omicidio che potrebbe avere richiesto l’azione di più persone.

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DALLA SCUOLA ESTETISTA ALLA COMUNITÀ DI RECUPERO Amava passare le serate in discoteca, adorava le sue amiche ed il fidanzato. Ma il vizio, quello della droga, non l’aveva mai abbandonato. Così Pamela era finita per l’ennesima volta in comunità, con la speranza – questa volta – di uscirne per sempre. Ma, come era già accaduto ad ottobre, la voglia di evadere è stata più forte di lei, così ha deciso di scappare, di lasciare quella struttura in cerca della sua «libertà». Poi la tragedia. «Spero tanto non sia lei», le parole della mamma prima di partire alla volta di Pollenza, nelle Marche, dove è stato trovato il cadavere, attribuito alla figlia, fatto pezzi in due trolley.

Pamela Mastropietro, 18 anni, era da tempo dipendente dalle droghe.«Tutti dipendiamo da qualcosa che ci fa dimenticare il dolore», scriveva lei stessa su Facebook postando la foto di un pacchetto di sigarette, una bottiglia di whiskey e un accendino. In passato aveva studiato in una scuola per estetisti a Roma, nella speranza, forse, di poter aiutare mamma Alessandra nel salone di bellezza a due passi dal centro. Ad agosto scorso è finita in una comunità di recupero, da dove due mesi dopo era già scappata una volta. Una fuga durata cinque giorni che ha tenuto con il fiato sospeso amici e famiglia. Il giorno prima aveva anche pubblicato un video sui social in cui si avvicinava all’ingresso della struttura, in quel momento senza alcuna sorveglianza. «Amò dove sei andata a finire? - scriveva il fidanzato -Te devi fa aiutà. Allora non hai capito un ca…?? L’unione fa la forza, da sola non vai da nessuna parte». Qualche giorno dopo arriva il ritrovamento, grazie alla segnalazione di alcune persone che l’avevano riconosciuta in strada.

«Ora - scrisse all’epoca la madre – prego solo perché Pamela capisca che la vita è un dono meraviglioso!». La scena si è ripetuta due giorni fa. L’appello della mamma, questa volta, resta senza risposte. Del caso se ne è occupato anche il programma televisivo «Chi l’ha visto?». Pamela si è allontanata «da una struttura di Corridonia» con il suo trolley rosso e blu e «andava forse in direzione di Macerata», le parole della mamma. Alla notizia del ritrovamento del suo corpo la donna non si rassegna. «Non è vero, non è lei, lo spero tanto - dice -.Non ho alcuna idea del perché si sia allontanata dalla comunità e di quel che è accaduto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come ha fatto». 

 

fonte leggo.it

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