Published On: gio, feb 8th, 2018

Manifestazione “Foibe e fascismo” organizzata da A.N.P.I., A.N.P.P.I.A., Comitato antifascista

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9 febbraio  2018 – Cinema Astra ore 21

Venerdì 9 febbraio al Cinema Astra di Parma si terrà la manifestazione “Foibe e fascismo” organizzata da A.N.P.I., A.N.P.P.I.A., Comitato antifascista antimperialista e per la memoria storica, in alternativa alla celebrazione del “giorno del ricordo delle vittime delle foibe” del 10 febbraio.
La manifestazione, alla sua tredicesima edizione, è innanzitutto opposizione al ricordo della vicenda delle foibe del ’43 e del ’45 fatto in termini celebrativi, di solennità civile nazionale, di commemorazioni e attribuzione di riconoscimenti e medaglie della Repubblica, di intitolazione di vie dal nome “Martiri delle Foibe”.
Anziché decine di migliaia di morti nelle foibe ad opera dei partigiani jugoslavi, si sono riconosciute soltanto 341 persone, dal 2005, primo anno di applicazione della legge 92/2004 che ha istituito il “giorno del ricordo”, a tutto il 2017, come “infoibati” cui è stata attribuita una medaglia. Di queste 341, 33 sono i morti nelle foibe veri e propri, e la gran parte (circa 250) sono appartenenti alle forze armate dell’Italia fascista o personale politico fascista, alcuni di loro veri e propri criminali di guerra.
Secondo la Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite ci sono stati 700 criminali di guerra italiani in Jugoslavia (a cominciare dai generali Roatta e Robotti), nessuno, neanche uno, dei quali è stato mai arrestato, processato, o estradato e consegnato alle autorità jugoslave che ne avevano fatto richiesta.
Alcuni di questi criminali, uomini di Mussolini, dopo la Liberazione si sono inseriti nella Repubblica democratica nata dalla Resistenza e con la Costituzione del ’48, ricoprendo ruoli dirigenziali nelle istituzioni e nello Stato, p.e. di prefetti e questori, ed essendo elementi della destra eversiva protagonista dei tentativi di colpo di stato fascista in Italia e della strategia della tensione ancora negli anni ’70.
Davide Conti, storico e consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica, è autore di un recente saggio contenente la biografia di alcuni di questi “riciclati” e anche di questo parlerà alla contromanifestazione di Parma del 9 febbraio.
L’altra relazione al Cinema Astra sarà quella di Andrea Giuseppini, ricercatore di storia e curatore del sito wwwcampifascisti.it, sulla vicenda degli oltre 800 jugoslavi, sloveni e croati, antifascisti che con l’occupazione italiana di territori della Jugoslavia furono deportati e detenuti dal fascismo nel carcere San Francesco di Parma negli anni 1942,1943. La vicenda è tornata alla luce recentemente col materiale documentario rinvenuto negli Archivi storici di Lubiana, del carcere di Parma, e del Comune di Parma. Anch’essa contribuisce a spiegare l’opposizione, la grande avversione delle popolazioni slave nei confronti del fascismo e di Mussolini, che le riteneva una “razza inferiore e barbara” da sottomettere. Già col discorso di Pola nel 1920, quasi vent’anni prima delle leggi razziali del 1938 contro gli ebrei.
La vicenda è particolarmente significativa per Parma, città antifascista e medaglia d’oro della Resistenza ma anche città gemellata dai primi anni ’60 e a tutt’oggi con la capitale slovena Lubiana.
Sulla base di questi fatti e considerazioni si prospetta la possibilità di superare l’attuale ricorrenza del 10 febbraio, motivo di divisione, di mistificazione storica, di latente revanscismo nazionalista e fascista, e di fare in alternativa il “giorno della pace e amicizia fra il popolo italiano e i popoli della ex Jugoslavia”.

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