Published On: mer, feb 14th, 2018

Le filastrocche che fanno bene al cuore!

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La parola “Filastrocca” contiene all’interno il verbo “Filare” e il secondo termine è “Strucar” ossia stringere, con riferimento alle due operazioni successive di tirare il filo e di stringerlo fra le dita, che si ripetono nella filatura. Ed è quello che si fa con le parole, il filo incalzante delle stringhe di parole che dolcemente si va formando, attraverso versi, assonanze o accostamenti meramente occasionali. Ci sono Filastrocche che hanno un ritmo magico che le conservi nel cuore e ti fanno bene perché svelano le nostre emozioni e soprattutto fanno bene ai bambini e al loro sviluppo cognitivo ed emotivo. Un ascolto magico di orecchio, occhio e cuore questo potenziano l’ascolto e la lettura di Filastrocche.  Le origini della Filastrocca sono da ricondurre nel passato: la parola filastrocca, che deriva dal termine popolare toscano “filastroccola”. La voce risulterebbe da un filo, associato a “strocco o strocca”, un ‘tipo di seta’, con una speciale filigrana. Sotto questo nome si possono comprendere: canzonette e formule cadenzate, dialogate, interrogative, narrative, recitate dai fanciulli o dagli adulti per divertire i bambini. Sono ordinariamente formate da una matassa di sillabe, di parole, di frasi, che talvolta riproducono indefinitamente lo stesso motivo. Ricorrono, di solito, nei giochi rappresentativi delle dita, delle mani o dei piedi, oppure accompagnano il gioco del sorteggio in cui uno dei fanciulli canticchia la formula toccando a ogni sillaba o cadenza una parte del corpo o del viso dei compagni, i quali escono dal cerchio o si ritirano per subire la penitenza. Prevalgono nelle filastrocche i metri brevi, su ritmo celere conforme all’allegria predominante nei giochi infantili.
Ecco alcuni esempi di Filastrocche come parole in gioco, da utilizzare anche per avviare in classe e non solo anche in famiglia un percorso di conoscenza di sé, dell’altro, un percorso di scoperta e di meraviglia per favore l’immaginazione, il giocare a pensare per immagini.
Filastrocca dei diversi da me di Bruno Tognolini. Una bella filastrocca da fare conoscere ai bambini, una filastrocca che parla della ricchezza della diversità.
Tu non sei come me, tu sei diverso
Ma non sentirti perso
Anch’io sono diverso, siamo in due
Se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, e altre tu
E insieme sappiamo fare anche di più
Tu non sei come me, son fortunato
Davvero ti son grato
Perché non siamo uguali
Vuol dire che tutt’e due siamo speciali.

Filastrocca per tutti i bambini di Gianni Rodari
per gli italiani e per gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi;

per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone;
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se qui è mattina.

Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci;
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa.

Per quelli che stanno di qua o di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani…
Io anche come maestra e pedagogista scrivo filastrocche e favole, considero il linguaggio della filastrocca e della favola, una metodologia molto utile perché aiuta a potenziare tutti gli altri tipi di linguaggi: sonoro, fantastico, corporeo. Ho scritto una filastrocca speciale per presentare le Emozioni primarie o dette di base come ad esempio la felicità, la tristezza, la meraviglia, la paura, la rabbia. Filastrocca
La mia Mano ha cinque dita
La mia Mano ha cinque dita: dito pollice è sorridente
Dito indice è tristino
Dito medio è sorpreso
L’anulare fa arrabiare
Mignolino, che di tutti è il più piccino
Che emozione proverà? Inventala tu…

Pedagogista
Marta Tropeano

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