Published On: mer, feb 28th, 2018

Il talento dei bambini: 7 consigli per svilupparlo

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Libertà di espressione, ricchezza di stimoli, gioco, compagni: sono le parole chiave per valorizzare e promuovere il talento dei bambini, che sia musicale, sportivo, culinario, di scrittura o altro. Tutti i consigli del pedagogista Daniele Novara.

Musica, disegno, danza, cucina, scrittura, piccoli esperimenti di scienze: ogni bambino può avere talento per qualcosa e i genitori possono aiutarlo a farlo emergere e valorizzarlo. «Ricordando però che l’obiettivo non deve essere farne un numero uno, ma accompagnarlo in un percorso di crescita che assecondi le predisposizioni, indipendentemente dai risultati» avverte il pedagogista Daniele Novara, direttore del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza. Ecco tutti i suoi consigli sull’argomento.

1. Un ambiente ricco di stimoli
«È vero: spesso i talenti emergono a partire dagli interessi generali della famiglia» sottolinea Novara. Sono molti, per esempio, gli sportivi figli di sportivi o i musicisti figli di musicisti. Però questo non significa che non possano emergere anche talenti più particolari. L’importante è che i bambini abbiano la possibilità di esplorare.
Per questo, la prima regola per permettere ai bambini di tirar fuori i loro talenti è farli crescere in un ambiente ricco di stimoli. Difficile che emerga un talento musicale se in casa non ci sono strumenti e occasioni di ascolto, o uno per la scrittura se non ci sono libri.

2. Niente freni alla fantasia
La seconda regola è lasciare i bambini liberi di esprimersi, cioè di fare davvero i bambini, esprimendo le due caratteristiche fondamentali dell’infanzia: il pensiero magico e la natura motoria e sensoriale.
«Il pensiero magico è la capacità di sviluppare animazione dove non parrebbe possibile, quella capacità che li porta a dialogare con un amico immaginario o a credere a Babbo Natale o che possa comparire un dinosauro in giardino» spiega Novara. Non c’è niente di male in tutto ciò, e non va ostacolato.

3. Libertà di movimento
L’altra caratteristica fondamentale dei bambini è la loro natura motoria, che è anche alla base della loro capacità di apprendimento, a sua volta alla base della possibilità di sviluppare un talento. «Attraverso il moto e attraverso i sensi i bambini imparano, e imparano molto rapidamente» sottolinea il pedagogista. «Non si può non tenerne conto, e pretendere invece che i bambini si comportino esattamente come gli adulti».
Pensiamo a un bambino a cui piace disegnare sdraiato per terra, alzandosi spesso per fare un giro. Se viene costretto a farlo a tavolino si stuferà presto e il suo eventuale talento per il disegno non emergerà.

4. Niente ramanzine continue
Lasciare i bambini liberi di esprimersi significa anche evitare di riprenderli in continuazione, per esempio perché corrono troppo (ma allora come emergerà un talento sportivo?) o perché la pronuncia in inglese quando cantano non è perfetta, o perché si sono sporcati la felpa di tempere.

5. Osservazione e ascolto
Perché una passione diventi un vero talento e abbia la possibilità di esprimersi al meglio l’aiuto dei genitori è fondamentale. Va da sè, però, che per prima cosa i genitori devono accorgersi di quella passione. Per fortuna, farlo non è difficile: basta essere attenti e mettersi in ascolto del proprio bambino. le sue attitudini non sfuggiranno.

6. Corsi sì, ma “su misura”
Una volta individuata una passione, i genitori potranno agganciarvi un progetto di sviluppo con la partecipazione a qualche corso, che però va scelto con attenzione. Ecco tutte le indicazioni di Daniele Novara:
Fondamentale che sia tenuto da personale qualificato, che conosca bene natura ed esigenza dei bambini. Spesso, invece, il personale è “esperto della disciplina” (danza, calcio o disegno), ma non sa nulla di metodi pedagogici.
Niente lezioni frontali: sì invece a un approccio ludico;
Prima degli 11-12 anni, niente attività agonistiche o troppo basate sulle prestazioni;
Meglio corsi di gruppo: il contesto sociale è importantissimo per attivare il meccanismo dell’imitazione. Pensiamo solo a quanti bambini decidono di andare in bici senza rotelle o in acqua senza braccioli solo perché vedono i coetanei che lo fanno.

7. Non dimenticare il gioco libero
C’è un’altra caratteristica fondamentale dei bambini, e cioè la necessità di giocare liberamente con gli altri bambini. «Almeno due o tre pomeriggi alla settimana devono comunque rimanere dedicati a questa attività, al parco o in un cortile» sottolinea Novara.
www.nostrofiglio.it

 

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