Published On: mer, mag 23rd, 2018

Affari… solo affari

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di MARCELLO VALENTINO – Ovunque e comunque gli affari sono affari, oggi lo chiamano business. E chi o che cosa si ferma davanti ad un affare? nulla. Per un affare si fanno guerre che generano altre guerre e mentre, durante, prima e dopo si prosegue a fare affari, nulla ferma gli affari, neanche la morte, anzi la morte stessa è un affare. Nella stragrande maggioranza degli ospedali italiani e del mondo vendono la notizia della morte dei pazienti al maggiore offerente di ditte funebri. Questo mondo è avviato su questa strada e nessuno lo fermerà, sono stati eletti a capo di tantissimi stati governanti che sono dei veri delinquenti; anche se la storia avrebbe dovuto insegnarci che le teste di cazzo non finiscono mai, non siamo ancora una volta riusciti nemmeno a leggerla. Nel nostro piccolo, si fa per dire, siamo riusciti ad arrivare a Di Maio e Salvini un po’ come a Parma a Pizzarotti, e il peggio, ma io mi auguro il meglio, deve ancora venire. Siete contenti del vostro amministratore di condominio? No? perché non lo cambiate? ma fate bene attenzione al prossimo, sarà certamente peggio. E’ così che succede in Italia e nel mondo, e quando ne va bene uno si è pensato persino di ucciderlo e lo hanno fatto… Ma la storia non insegna né tanto meno la si capisce. Il 12 maggio hanno inaugurato a Gerusalemme l’ambasciata americana… bella inaugurazione… c’era la figlia di Trump, suo marito e Netanyahu. Dall’altra parte tra i palestinesi 60 morti e 400 feriti, ma Trump ha dichiarato che proseguirà il suo dialogo o monologo di pace come lo intende lui. Ma perché non va a farsi una passeggiata a Gaza in pace? ché lo aspettano a braccia aperte per dimostragli la loro, di pace. Se questa è la pace, allora Israele non l’avrà mai. Ma il business è il business e il medio oriente è il cuore del business e tutti lo vogliono. La morte si baratta col business e viceversa. L’odio, la fame, il potere, tutto ha il sapore dei soldi e non c’è religione che tenga, anzi è la religione stessa un altro grandissimo business (in italiano sempre affare, anche se sporchissimo). Pure Gesù ne sarebbe allibito. Lo stesso della nostra politica: un grande affare su cui discutere per i prossimi cinque anni con grandissime teste di cazzo che si spartiranno a nostre spese, sempre a nostre spese, poltrone, prebende e potere, facendo credere che tutto da adesso in avanti cambierà… speriamo… E l’Europa? Il fondo monetario internazionale? Le banche? lo spread? fuffa. Ormai è da più di 2000 anni che non viene al mondo un uomo di buona volontà per dare un minimo di buon esempio, e questa mancanza continuerà per i prossimi millenni finché il mondo non imploderà su se stesso, e fino ad allora continuate pure così. Fatevi fottere dalle banche, fatevi fottere dai giudici, fatevi fottere dai politici, eccetera e amen. Oppure imparate a fottere loro, perché imparare si può e se non è peccato per loro non lo è nemmeno per voi… E’ qui che si applica l’antica regola, occhio per occhio, dente per dente. E Vai… è un’incitazione… un’esortazione… un augurio… o una maledizione? O solo chiacchiere e distintivo. Intanto si va avanti, si vocifera che presto l’amministratore della Gazzetta di Parma andrà via: è più una malignità interna di chi lo vorrebbe fuori dai coglioni, perché lo giudicano un grandissimo… incapace o invece di qualcuno che vorrebbe prendere il suo posto??? Indiscrezioni… certo, vivere in un ambiente ostile che ti giudica un perfetto…. non deve essere molto simpatico. Staremo a vedere se anche questa testa cadrà come tante altre fatte cadere da lui… chi di spada ferisce, di spada perisce, con più o meno onore; o forse gli sarà suggerita un’uscita onorevole già concordata con il ricevente per trasformare due sconfitte in due vittorie per i soliti beoni che restano, perché non sanno proprio dove andare. Si troverà come al solito una buona scappatoia? Ma a me, poi, e a voi, che cazzo ce ne frega? intanto la Gazzetta continua a perdere copie , fra un po’ si dirà “La Gazzetta? dov’è? com’è? cos’è? Ma statene certi, i giovani e i vecchi industriali, più i vecchi, continueranno a leggerla per nostalgia di una mitica grande Gazzetta che un tempo vendeva ben 70.000 mila copie. Poi, man mano che i lettori finivano nella penultima pagina dello stessa smettevano anche di leggerla, fino ad arrivare alla piccola Gazzetta di oggi, comprata da soli 16.000/17000 nostalgici, copia più copia meno… Praticamente un giornale che ormai non c’è quasi più. E qui ci sarebbe da parlare per ore, ma chi ne ha voglia? Intanto facciamo gli auguri al nascente governo, nella speranza che faccia qualcosa di buono per tutti, nonostante la dilagante sfiducia che c’è in giro, e non finisca come al solito.

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