Published On: mer, giu 6th, 2018

Un serial chiamato “cucina”

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di GIORGIA FIENI – Immaginate la cucina come un serial. Una storia in evoluzione. Tradimenti e nuovi personaggi. Protagonisti che tornano nelle retrovie mentre altri secondari raggiungono il primo piano. È tempo di raccontarne un pezzetto.
In realtà in evoluzione non c’è solo la storia ma anche la geografia. La gastronomia si arricchisce di nuove idee in ogni momento e si sposta a seconda di dove queste appaiono più innovative e capaci di dare una sterzata alla normalità. Prima René Redzepi con le sue erbe e radici, poi New York con il suo melting pot di culture e quindi anche di cibi, infine il Medioriente con la sua cucina speziata. Adesso ci muoviamo verso Hawaii e Filippine che porteranno sulle nostre tavole ciotole di riso, pesce e verdure.
Il tradimento si è consumato di sicuro nei confronti dei ristoranti. Fino a qualche decennio fa ci si andava per mangiare un piatto che conoscevamo perfettamente ma che volevamo non cucinare, mentre i turisti li sceglievano in base alla migliore ricetta possibile di una ben determinata specialità. Ora invece si va al ristorante per testare le idee di uno chef…e quello che si vuole trovare è ciò che non conosciamo. Sono i nuovi personaggi del serial, e dalla loro comparsa ci aspettiamo stupore e non certezza. I ristoranti, dal canto loro, si sono spostati nei negozi: aumentano le macellerie, le enoteche, le pescherie e i rivenditori di latticini (nonché gli agriturismi) che offrono piatti preparati con le produzioni a km zero.
Chi torna nelle retrovie sono invece i cibi grassi e zuccherati, contro i quali ogni anno si combatte una battaglia, in nome della salute pubblica. Per cui tendiamo ad allontanare certi protagonisti come le carni (anche per limitare gli effetti delle emissioni di carbonio) e i dolci troppo calorici e favoriamo l’avanzata di zuccheri alternativi (non più edulcoranti sintetici ma sciroppo ai datteri, sorgo, stevia…), polveri (di erbe e spezie), acque aromatizzate (al posto delle bibite caloriche – che comunque si stanno proponendo sempre più in versione “light”), funghi (usati come integratori), verdure fermentate, alghe e fiori.
L’elemento principale dei serial però sono i colpi di scena. Per cui ecco che questi elementi sono anche capaci di mischiarsi tra loro e creare combinazioni inaspettate. L’uso di nuove tecnologie di preparazione e conservazione e cottura, oltre che di raccolta e confezionamento e distribuzione, non si può prevedere…gli studi in proposito sono in essere e altri ne stanno nascendo ad ogni momento. Non resta che sederci a tavola e aspettare…

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