Published On: mer, giu 6th, 2018

Educate i bambini alla felicità, non alla perfezione

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È logico volere il meglio per i propri figli, ma bisogna anche tenere in conto che la perfezione non fa la felicità ed è importante che i bambini siano felici

Sono molti i genitori che confondono l’educazione con l’esigenza, con la perfezione. Crescere un figlio non consiste solo nel pagargli la scuola migliore, iscriverlo a molti corsi affinché parli tre lingue e comprargli di continuo vestiti per avere sempre un aspetto impeccabile.
Molti studi ci dicono che i genitori eccessivamente esigenti alla fine causano gravi carenze nella vita dei propri figli.
La cosa più probabile è che raggiungano la maggiore età pensando di non essere abbastanza bravi, di non essere stati in grado di compiere le aspettative dei loro genitori.
Tutte queste idee potrebbero riassumersi in una semplice equazione: se educhiamo figli perfetti, avremo figli tristi. Rispettate le loro peculirità, ascoltate la loro voce e preoccupatevi solo di offrire loro la felicità.
È in questo modo che alimenterete il loro cuore affinché diventino adulti liberi con una vita piena. Vi invitiamo a riflettere al riguardo.
La sindrome dei genitori esigenti: il pericolo di educare alla perfezione
Una storia curiosa che ci può illustrare alla perfezione questa idea: a Roma vi è una tomba dell’anno 94 a. C., che attira sempre l’attenzione dei turisti.
Sulla lapide si può leggere quanto segue: “Qui giace Quintus Sulpicius Maximus, giovane romano che visse solo 11 anni, 5 mesi e 12 giorni. Morì pochi giorni dopo aver preso parte ad un concorso di poesia per adulti”.
Si sa che il piccolo Quintus aveva un talento speciale. Era quello che al giorno d’oggi definiremmo un bambino superdotato. Per questo motivo, i suoi genitori lo facevano partecipare a tutti i concorsi di poesia, letteratura ed arte aventi luogo a Roma, in modo da competere con adulti.
Si dice che il bambino morì di collasso per il duro lavoro e per la sofferenza di non soddisfare le grandi aspettative dei suoi genitori. Questa storia viene spesso utilizzata da molti pedagoghi per definire il termine “sindrome dei genitori esigenti”.

L’attuale ossessione di avere figli perfetti
Molti genitori sognano di avere figli belli, magri ed abili in molte discipline, in modo da poter accedere al successo professionale in futuro.
L’errore, senza dubbio, consiste nell’orientare i piccoli verso il futuro dimenticando che la cosa più importante per loro è il “qui” ed “ora”: la felicità di questo esatto istante.
Come genitori, si desidera il meglio per i propri figli, ma tutto deve avere un equilibrio ideale. I bambini devono godere della propria infanzia.
È necessario educare il cuore dei bambini, bisogna guidarli, consigliarli e non segnare ferree direttive a seconda dei nostri desideri.

Soluzioni per addolcire il perfezionismo nell’educazione
La cosa più importante è evitare il perfezionismo nocivo, che viola i diritti dell’infanzia, che porta sofferenza e non felicità. A tale scopo, bisogna tenere conto dei seguenti principi:
I genitori devono fare attenzione al loro linguaggio ed al loro atteggiamento
A volte può verificarsi quanto segue: ci sono genitori che, senza essere esigenti con i loro figli, vedono che i piccoli auto-esigono determinate cose in modo un po’ traumatico.
Questo si deve al fatto che in casa i bambini osservano i nostri atteggiamenti ed il nostro linguaggio. Se noi stessi siamo critici con noi e con chi ci circonda e segniamo direttive molto rigide, i bambini tenderanno a farle proprie.
Frasi come “ho commesso un errore a lavoro, morirò, è un disastro” può avere un forte impatto su un bambino.
bambina che sorride

Attenzione alle aspettative che si proiettano sui figli
Facciamo un esempio: vostro figlio torna a casa molto contento perché ha preso un 9 in matematica. Voi, invece di condividere la sua allegria, gli dite che la prossima volta vi aspettate un 10.
Non va bene; fate in modo che i vostri figli apprezzino quello che fanno, che conoscano il valore dello sforzo, ma senza il bisogno di sentirsi umiliati se non ottengono qualcosa.
Lasciateli trionfare, ma anche fallire
Un errore o un fallimento non è la fine del mondo, tutti possono imparare e migliorare. Lasciate che i vostri figli spicchino in quello che desiderano, ma allo stesso tempo permettete loro di sbagliarsi.
Fomentate la tolleranza, la comprensione, una buona autostima e la fiducia. Un bambino che si fida di voi e, per questo, vi chiede di chiarirgli alcuni dubbi ed errori è un bambino che riesce a connettersi con voi; è un grande privilegio.
Per concludere, sappiamo di vivere in una epoca di crisi sociale, in cui abbiamo bisogno di bambini ben preparati che abbiano maggiori opportunità in futuro e, perché no, che creino un mondo migliore.
Tuttavia, questo non vuol dire che dobbiamo accantonare il valore della felicità e dell’intelligenza emotiva. Solo così faremo in modo che in futuro siano adulti capaci di dare il meglio di sé.
È un progetto vitale di cui tutti (padri, madri, educatori e persino istituzioni sociali) siamo responsabili: bisogna educare all’allegria, non alla perfezione.
www.viverepiusani.it

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