Published On: mer, giu 6th, 2018

MOTONAVE ITALIA

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Finalmente abbiamo un governo. Finalmente perchè un’imbarcazione lasciata alla deriva ha ben poche possibilità di sopravvivenza: in altre parole meglio un equipaggio raffazzonato di una nave fantasma.

Detto questo, quindi, ripresa in modo rocambolesco una rotta (ancora ignota la destinazione benchè il “contratto” di crociera parli chiaro) i passeggeri, com’è nel loro diritto, si interrogano sul famigerato equipaggio.

Il comandante pare ci sia, ma nessuno lo aveva mai visto prima di imbarcarsi. Sembra non abbia neppure mai affittato un pedalò a Riccione, ma tant’è. lui afferma di avere almeno il patentino da bagnino, ma una fonte anonima di Viareggio dice che il patentino è solo una fotocopia, anche fatta male.

Comunque il comandante sembra abbia preso una direzione, ma i due vice, che fra l’altro dettano la rotta,  si servono chiaramente di carte nautiche differenti, una risalente ai tempi di Garibaldi, quando l’Italia terminava circa ad Orbetello e poi compariva l’inquietante avviso “hic sunt leones”, l’altra ai tempi di San Gennaro, quindi è disegnata con un inchiostro che si rivela una volta all’anno se si è fortunati e per il resto si va a memoria, il che fa supporre che presto il comandante sarà in gravi difficoltà sulla direzione da tenere  (la nave, si rammenta ai passeggeri, non è fornita di GPS, nè di altra strumentazione in quanto il leader del mercato è una società tedesca che accetta solo pagamenti in euro e non in palline colorate, unica moneta riconosciuta a bordo della nostra splendida nave ma copiata da una nota società di villaggi vacanze che già pensa ad un’azione legale per violazione del brevetto).

Intanto, però, i due vice si pavoneggiano con divise degne di un generale Russo e non avendo, neppure loro, esperienza di navigazione, cercano di distrarre i passeggeri organizzando simpatici giochi all’aperto. Dal “è finita la pacchia”, in cui i passeggeri che si sono abbronzati troppo perchè  hanno soltanto un posto ponte devono essere lanciati fuori bordo e nessuno può gridare “uomo in mare!”, nè gettare salvagenti, al “torniamo alle elementari” dove un’ignara passeggera, estratta a sorte fra ottuagenarie ex maestre,  si dovrà esibire davanti al pubblico nella coniugazione completa dei verbi regolari ed irregolari italiani per la gioia di tutto l’equipaggio che potrà prendere appunti, ma non farsi selfie con la lavagna.

Nel frattempo il medico di bordo, per rendere più movimentata la crociera, sta pensando di proibire l’uso di farmaci anti-nausea a chi soffre di mal di mare, mentre l’addetto agli approvvigionamenti, vedendo che i soldi in cassa non bastano, ha proposto per quelli che hanno problemi di stomaco, di evitare di nutrirsi…

Qualche mala lingua, pare fra quelli di prima classe, mormora di aver sentito uno dei vice dire “La nave siamo noi!”, ma l’equipaggio smentisce e sembra che fosse solo il volume un po’alto della sala cinema degli ufficiali, dove stavano proiettando un documentario sull’Ammiraglio Nelson. Tutti per verificare la citazione si sono collegati a “Wikipedia”, ma in alto mare il WIFI non funziona…

Un’ultima comunicazione di servizio, poi il viaggio lo può continuare ognuno di noi a sua completa fantasia e discrezione:” La tappa in Tunisia è saltata per un problema di incomprensione lessicale. Il nostro amato vice ha affermato che la Tunisia ha una tradizione millenaria nella ceramica ed infatti esporta molti vasi, ma, malauguratamente, è stato mal tradotto ed è venuto fuori che la Tunisia esporta molti EVASI. Comunque non preoccupatevi, cari passeggeri, ci sono tanti altri luoghi interessanti in cui fare tappa, equipaggio permettendo!”

Bon voyage!

Avvocato Cecilia Tanzi

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