Published On: ven, ott 28th, 2011

A Parma la polizia contrasta il crimine senza una lira

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di Enrico Arillo

L’articolo in versione integrale

In questi ultimi anni il problema “sicurezza” è stato utilizzato, quasi abusato, per scopi propagandistici ma mai affrontato con serietà. Da una parte i grandi proclami di riforme del comparto sicurezza e dall’altra, nell’assoluto silenzio e disinteresse, i tagli forsennati che hanno messo in ginocchio le forze dell’ordine (Polizia di Stato, Penitenziaria, Corpo Forestale, etc.) e del soccorso (Vigili del Fuoco).

Basti pensare che, nella sola provincia di Parma, negli ultimi anni si è passati da un parco macchine, in carico alla Polizia di Stato, di 20 autovetture funzionanti ad uno di 6 con 2, massimo 3, funzionanti ma con un raddoppio dei reati denunciati (da circa 1000 a oltre 2000). Inoltre ogni giorno devono contrastare il crimine con il rischio di rimanere a piedi poiché mancano i fondi addirittura per l’acquisto della benzina. Allo stesso modo la Polizia Penitenziaria che, con il medesimo organico di 20 anni fa, deve fronteggiare un aumento della popolazione carceraria in continua crescita e svolgendo i loro compiti spesso con mezzi inaffidabili; mancano i fondi anche per l’acquisto della carta per le fotocopie. Per non parlare del Corpo Forestale dello Stato che, con un organico ridotto all’osso, deve vigilare sulla tutela dell’ambiente e del patrimonio boschivo e contrastare gli incendi boschivi che ogni hanno dilaniano i nostri appennini.

Situazione, forse più tragica, coinvolge il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che, a Parma, attualmente conta un organico inferiore a 20 anni fa a fronte, però, di un aumento di oltre 1500 interventi all’anno. I pompieri sono costretti a lavorare in condizioni disumane su un servizio già ridotto al minimo, ma essenziale per la sicurezza e l’incolumità  delle persone, che rischia di giorno in giorno di essere meno efficiente e soprattutto efficace. Mancano i soldi per la manutenzione straordinaria dei mezzi e molto spesso devono utilizzare attrezzature e camion vecchi di oltre 20/30 anni (alcuni immatricolati addirittura nel 1974 o nel 1978) rattoppati alla bene e meglio.

A questo si aggiunge una carenza di personale qualificato raccapricciante, 19 capi reparto su 20 previsti e 15 capi squadra su 48 previsti costringendo il personale più anziano (in attesa di concorsi per passaggi di qualifica) a svolgere mansioni superiori non retribuite.

Inoltre la componente “volontaria”, che altro non è che personale temporaneo/precario retribuito, subirà un taglio del 40%. Personale richiamato in servizio stabilmente, a livello nazionale in circa 4000 unità l’anno, per occuparsi delle normali attività amministrative, tecniche e addirittura di soccorso (a Parma vengono richiamati in servizio operativo di soccorso tecnico urgente 8 vigili volontari presso il distaccamento di Langhirano e 4 presso la sede Centrale; mentre presso gli uffici amministrativi dalle 2 alle 3 unità che, all’occorrenza, possono essere dirottati nelle squadre di soccorso per sopperire ad eventuale mancanza di personale operativo) .

Negli ultimi anni, a causa del mancato turn over, si è visto un aumento considerevole anche dell’età anagrafica degli equipaggi sulle autopompe, come si legge in una nota del Coordinamento unitario provinciale dei Vigili del Fuoco di Parma che racchiude tutte le sigle sindacali del corpo, “personale alla soglia dei 55/60 anni che, pur dotato di esperienza da vendere nel settore del soccorso, sono ormai prossimi alla pensione e magari un pochino acciaccati da un lavoro usurante come quello del vigile del fuoco”.

Naturalmente a pagare le conseguenze di queste scelte politiche assurde che, invece di tagliare veramente i privilegi, gli sprechi e le duplicazioni (che rimangono intatti), mettono in ginocchio tutti i Comparti Sicurezza e Soccorso Pubblico, siamo chiaramente noi cittadini. Sono quasi 3 i miliardi di euro tagliati direttamente nel cuore di chi si occupa di sicurezza e soccorso con gravi ripercussioni sullo svolgimento dei compiti istituzionali, portati avanti con orgoglio e sacrifici personali da parte di tutti gli operatori del soccorso pubblico e della sicurezza..

Provocatoriamente è stata avviata, dai sindacati, una raccolta fondi (a cui vi invitiamo a partecipare numerosi) sul Fondo Assistenza Ministero dell’Interno per permettere il normale svolgimento delle attività volte a garantirci la sicurezza necessaria ed il soccorso urgente. A chiunque parteciperà verrà consegnata, in via del tutto simbolica, una cedola di “Obbligazione per avere maggiore sicurezza, legalità e sviluppo”; con l’augurio che possa scuotere questo Governo incapace di rispondere concretamente alle esigenze di funzionalità delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

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