Published On: gio, dic 1st, 2011

L’INTERVISTA – La Pietra: “Il mio impegno politico? Più partecipazione dei cittadini”

di Marcello Frigeri

Ecco qui il nuovo Pisapia di Parma.

Con tutto il rispetto per Pisapia, che è una persona di grande spessore, e come lui anche il sindaco De Magistris, io son certo di non essere ne’ il Pisapia ne’ il De Magistris di Parma. Io sono Giuseppe La Pietra, che ha deciso a un certo punto della sua esperienza associativa di fare un nuovo passo avanti.

Dalla lotta alla mafia alla candidatura alle primarie di coalizione nel centrosinistra.

Lotta alle mafie significa anche lotta alla corruzione e contrasto ad ogni forma di illegalità e di cultura del malaffare. Se andiamo a vedere nel dettaglio a Parma ci sono stati dei fatti di cronaca che hanno coinvolto l’amministrazione comunale. Io sono stato 12 anni in Libera, in questa esperienza mi sono trovato spesso a fianco di amministratori, dunque so di quel che parlo.

Spesso è capitato che ci sia stato questo passaggio dall’impegno di Libera all’impegno in politica. Questo perché nel corso degli anni con l’esperienza si acquisiscono elementi da mettere al servizio dell’amministrazione comunale.

Inizialmente si parlava di una candidatura in seno a Sel, poi ti sei candidato autonomamente. Ora Sel dice di appoggiarti. Cos’è successo?

La questione è che nei giorni scorsi è uscita una notizia che mi affiancava a Sel. C’è stato un contatto con i rappresentanti di Sel: si era parlato di una candidatura seppur non in modo del tutto diretto. Ho scelto poi in autonomia perché penso che nel contesto delle primarie di centrosinistra ci sia la possibilità di esprimere la propria posizione: la forza sta nei punti del programma che si andrà a delineare.

I maligni dicono che il centrosinistra è tutto con Bernazzoli, e apre ai candidati minori tanto per compiacere la piazza.

Quando io ho scelto di candidarmi, nel Pd ancora non si sapeva chi fosse il candidato.

Già si sapeva anche se non ufficialmente.

Beh no, c’erano diversi nomi che giravano, come quello di Pagliari e di Iotti. Ora è subentrato Dall’Olio. Poi, che Bernazzoli vinca con certezza è da vedere. Sarà l’elettorato, in base al programma, a decidere il proprio candidato. Ripeto: per quel che mi riguarda mi sono impegnato a lavorare su alcuni punti importanti per la città. Finora ai miei incontri, ti cito ad esempio quello alla corale Verdi, si sono presentati moltissimi cittadini interessati al programma.

Possiamo definirti un vero candidato esterno ai partiti: stai bucando un sistema ben oliato.

L’articolo 4 della Costituzione italiana ci dice che ciascun cittadino ha il diritto di fare la sua parte per il bene del Paese. Dopo i fatti di corruzione e concussione avvenuti in città, penso che con le mie competenze possa dare un valido contributo.

Appunto: il prossimo sindaco di Parma nascerà dalle ceneri di un sistema politico parmigiano che si è rivelato fallimentare. Come sarà il tuo sistema di governo?

È necessario apportare fondamentali cambiamenti, ma come in tutte le cose bisogna analizzare ogni singola questione.

Proviamo allora a guardare nel dettaglio. Discorso partecipate: sono 34, quasi il doppio di quelle di Milano. Troppe. La politica parmigiana non ha saputo controllarle a dovere, ora sono in deficit e da alcune è scaturito lo scandalo della corruzione.

In primis la questione che voglio toccare è quella della trasparenza, su questo non bisogna transigere: mettere nero su bianco, ben chiaro, lo stipendio dei dirigenti e chi sono questi dirigenti. Le partecipate? Quelle che non hanno ragione di esistere vanno liquidate.

E per le nomine dei consigli d’amministrazione? Ora nelle partecipate ci sono gli uomini dei partiti.

I partiti devono fare un passo indietro. Il mio slogan è “dalle società partecipate alla società che partecipa”. Come già sottolineato una regola di fondo è quello di scrivere tutto nero su bianco, cosicché il cittadino possa esercitare il suo controllo sui rappresentanti. Basta guardare l’attuale sito comunale che riporta alle società partecipate: si entra in un ginepraio in cui non si capisce nulla.

Secondo punto da toccare: Parma è una città-cantiere.

Esatto, un nodo fondamentale: io posso avere la bella e grandiosa idea di costruire il Ponte Nord, poi mi rendo conto che non serve a niente, conclusione: cosa ho guadagnato? Il mio programma è dire no alla cementificazione selvaggia. Poi andrò a toccare anche il discorso degli appalti e subappalti: trasparenza assoluta di chi ha in mano lo sviluppo della città. Se l’impresa appaltatrice, per esempio, ha ricevuto una condanna, anche solo in primo grado, per reati contro la pubblica amministrazione come evasione fiscale, lavoro nero o concussione, allora deve stare fuori dal progetto. Assieme al mio comitato elettorale ho intenzione di presentare delle serate a stretto contatto con i cittadini: dall’incontro che verrà, con la partecipazione di quanti saranno presenti e di quanti vorranno intervenire, e di quanti via internet ci faranno sapere le loro segnalazioni, costruiremo insieme il nuovo progetto.

Ti faccio un esempio di partecipazione diretta dei nostri cugini in Francia: se in alcuni comuni ci fosse l’intenzione di costruire importanti infrastrutture di tot milioni di euro, l’amministrazione ha l’obbligo di eleggere comitati indipendenti di cittadini i quali decidono in ultima istanza se il progetto è da attuare o meno.

Bravissimo, ecco: questa è la nostra direzione.

È quello che intendi fare anche tu?

È la direzione che vogliamo prendere, più partecipazione dei cittadini. E bada che in queste cose non c’è nulla di populista: fa parte di un processo di vita democratica di una città.

Terza questione importante: serve a Parma un inceneritore?

La riflessione non è sì o no: bisogna lavorare ad un progetto che sostituisca la termovalorizzazione del rifiuto bruciato con l’eco-valorizzazione.

Questo è un no all’inceneritore, o sbaglio?

Io voglio ragionare sui percorsi alternativi che ho in mente rispetto alla riconversione della struttura una volta terminata. Anzitutto se esiste un abuso edilizio per me l’inceneritore non deve partire.

Riconversione?

Significa sostituire l’inceneritore con altre tipologie impiantistiche di trattamento e recupero.

Insomma, un no all’incenerimento.

Quando dico riconversione parlo anche di una riduzione dell’incenerimento sino a 65 mila tonnellate e avvio di progetti di una raccolta differenziata più spinta. Sulla riconversione è probabile che occorreranno due anni per studiare un nuovo progetto e un altro anno per attuarlo.

Dunque lo prendo come un no al termovalorizzatore o come un sì?

Ripeto: se il Tar deciderà di bloccare la costruzione per noi non deve partire. Se poi dovessi diventare sindaco e me lo ritrovassi a maggio [l’inceneritore, ndr], allora il mio impegno è di attuare una riconversione dell’impianto.

Ma la gente ha bisogno di capire la tua posizione.

A parte che l’inceneritore a mio avviso non è il problema di Parma, ma uno dei problemi. Mettiamoci la mala amministrazione e i casi di corruzione, mettiamoci poi l’Università scarsamente valutata dalle istituzioni locali, la questione culturale. Ci sono tante problematiche. Se dobbiamo tornare sull’inceneritore io non sarei così netto, ho questa proposta alternativa.

Bisogna capire allora cosa intendi per “riconversione”: ridurre l’incenerimento a 65 mila tonnellate non vuol dire “no” all’inceneritore.

L’impianto adesso è tarato per bruciarne 130 mila, il nostro è invece un progetto di riconversione graduale. Noi abbiamo un’idea, e la presenteremo alla città.

Info sull'Autore

- Redattore di ZeroSette Settimanale. Mi piacciono i dischi, le foto, i registi, i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti.

Displaying 6 Comments
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  1. tony scrive:

    giuseppe da nn molto mi sembra che lavori presso la coop sociale sirio
    e nn credo come volontario,ma al di la di questo leggendo la tua intervista che dici di nn essere legato a nessuna forza politica a parma mi viene qualche dubbio ,penso invece che sei arrivato a parma dove marcella ha proveduto a farti lavorare e avere qualche soldino in secondo momento ha pensato di farti canditare per raccimolare qualche votino che fa sempre comodo perche l’esperienza insegna che l’elezioni si vincono anche con un voto di scarto, voglio dire che stai recitando un copione che stato scritto da marcella con il consenso di bernaz dico bene.le bugie come vedi hanno le gambe corte a presto c.c

  2. santo scrive:

    a reggio calabria hanno arrestato un giudice della DIA .BASTA

  3. santo scrive:

    DA QUELLO CHE LEGGO POSSO DEDURRE CHE NON DICI UNA PAROLA DI VERITA.C.C

  4. santo scrive:

    LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE.C.C

  5. GIGGI scrive:

    Credo che farai poca strada sei partito male.

  6. Massimiliano scrive:

    Cambiano i soggetti, cembiano le persone, ma il copione è sempre lo stesso…..
    No comment….

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